Quantcast

Per il deragliamento del treno a Capo Rollo tra Cervo e Andora in sei a giudizio foto

La tragedia sfiorata per un soffio si era verificata il 17 gennaio 2014 quando l'Ic 660 si schiantò contro un costone di roccia

Cervo/Andora. Per il disastro ferroviario che provocò tre anni fa provocò il deragliamento del treno Intercity a Capo Rollo tra Cervo e Andora il prossimo 8 novembre dovranno comparire davanti al giudice per le udienze preliminari Fiorenza Giorgi, Vincenzo Di Troia, 77 anni, milanese, la figlia Giulia Di Troia, 46 anni, medico milanese; il marito Raffaele De Carlo, 46 anni, di Milano. Sotto accusa anche Damiano Bonomi, 78 anni, amministratore unico della Costruzioni Edili Bergamasche e realizzatore del terrazzo che era franato, oltre al tecnico bergamasco Giovanni Bosi, 73 anni, chiamato a verificare la stabilità e la solidità della struttura in cemento armato. Alla sbarra anche il genovese Franco Dagnino, 63 anni, dirigente della Ferservizi che, a conoscenza dei dissesti della struttura non ne avrebbe riferito ai suoi superiori e ai vertici della Rfi, azienda delle Ferrovie dello Stato incaricata di curare la linea.

Era il 17 gennaio 2014 quando, per le forti piogge, si verificò il crollo di un terrazzino adibito a parcheggio.  Oltre duemila metri cubi di terra e rocce erano piombati sulla linea ferroviaria proprio mentre transitava l’intercity 660 proveniente da Milano e diretto a Ventimiglia con 200 passeggeri a bordo. La Riviera di Ponente, per quella tragedia sfiorata, era rimasta tagliata in due per almeno un paio di mesi.

Quel giorno il convoglio aveva urtato contro un costone di roccia a picco sul mare posto a valle della scarpata interessata dalla frana e dal crollo. Cinque le persone rimaste ferita, tra personale ferroviario e passeggeri. Ad indagare sulla vicenda era stato il sostituto procuratore della repubblica Giovanni Battista Ferro che poi ha avanzato la sua richiesta di rinvio a giudizio.