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Parcheggio a Rocchetta Nervina, Rete a Sinistra: “Grazie al nostro intervento revocato il finanziamento”

Sono salvi gli antichi terrazzamenti affacciati sul piccolo borgo, per i quali comitati e cittadini auspicano un recupero a uso agricolo

 Rocchetta Nervina. Stop al progetto del parcheggio inutile di Rocchetta Nervina. La Regione, sollecitata dalla recente interrogazione di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria, ha rilevato inadempienze da parte dell’amministrazione comunale e ha quindi revocato il finanziamento dell’opera. Sono salvi gli antichi terrazzamenti affacciati sul piccolo borgo, per i quali comitati e cittadini auspicano un recupero a uso agricolo. 

“Con il nostro deciso intervento abbiamo sventato un progetto assurdo, che già sembrava destinato al peggio. Siamo d’accordo quando sul territorio si finanziano interventi preventivi e di contrasto al dissesto idrogeologico; continueremo a opporci, invece, quando i progetti minacciano l’ambiente e deturpano la qualità urbana con interventi inconcludenti e superflui, se non del tutto dannosi – dichiara il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino, che ha portato la questione in consiglio regionale interrogando la giunta -. Rocchetta Nervina non ha bisogno di altri parcheggi; ormai questo lo hanno assodato anche gli uffici regionali. Al contrario, occorre che i finanziamenti siano destinati a salvaguardare il patrimonio naturalistico di questo luogo incantevole”.

Soddisfazione anche da parte di Santo Grammatico di Legambiente Liguria: “una vittoria che impedisce la trasformazione irreversibile del suolo in questo angolo di Liguria; ora sia restituito alla sua funzione primaria, l’agricoltura. Preservare il paesaggio in un contesto di pregio come il Parco delle Alpi Liguri, trasformandolo in un luogo di fruizione e attrattiva per residenti e turisti: questo l’obiettivo che ci eravamo posti e su cui continueremo a lavorare con determinazione – dichiara Grammatico -. Ci auguriamo che questo episodio sia da esempio, come positiva collaborazione fra cittadini, associazioni e rappresentanti politici. Salvare il suolo è anche l’obiettivo di una campagna europea che coinvolge oltre 400 associazioni e che chiede a Bruxelles di legiferare a favore di questo tema». Dello stesso avviso Federica Romano, del comitato “Perchéggio”: «stavolta vince la democrazia e la buona politica: un gruppo di cittadini si è unito nel dissenso, ha raggiunto un’associazione nazionale e ha trovato una forza politica disponibile a raccogliere le sue istanze: abbiamo vinto tutti. Oggi lo strumento della politica prevale sugli interessi di parte e tutela il bene comune – commenta Federica Romano -. Il nostro primo ringraziamento va a Gianni Pastorino; ma diamo atto che gli assessori Scajola e Berrino, pur con competenze diverse, abbiano dato piena disponibilità alle istanze presentate da Rete a Sinistra. La lezione è evidente: il territorio non si difende da solo. Siamo arrivati appena in tempo; in altre condizioni sarebbe potuto capitare il peggio”. 

 

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