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La scogliera del Porteghetto di Cervo, l’approdo sicuro per le barche di passaggio

Da sempre è la scogliera prediletta dai provetti nuotatori e tuffatori data la conformazione morfologica

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Cervo. Il toponimo Porteghetto nasce da due possibili significati etimologici e relative motivazioni: il portico e il porto. Il portico (dal latino porticus, da porta) è una galleria aperta, collocata per lo più all’esterno; può avere funzione di riparo. Il portico era già noto all’architettura pre-greca ma conobbe un grande sviluppo e utilizzo nella civiltà greca (stoà) e romana.

Il nesso con la scogliera del Porteghetto e’ che tale scogliera terminava con un ampio arco naturale a guisa di portico. Una sorta di antro affascinante,quanto misterioso, degno di un poema greco. Per quanto riguarda il nome porto, il riferimento nasce dalla sua funzionalità. Vicino alla scogliera del Porteghetto sfocia il Rio Schenassi (grande schiena, perché comprende il colle del parco del Ciappa’ compreso il Castellaro, fino alla Colla).Il rio Schenassi, in epoca lontana, era una notevole fonte di rifornimento d’acqua dolce, in primis per le navi fenicie e poi per quelle greche e romane, che quivi sostavano, per poi proseguire verso Massalia ( Marsilia), antica colonia greca della Gallia o Massilia per i romani. Questa calle e insenatura rappresentava pertanto già un sicuro porto marittimo con i Fenici che furono un popolo originariamente insediatosi sulle coste orientali del mar Mediterraneo, nei pressi dell’attuale Libano, e del quale si ha notizia fin dal XXI secolo a.C.

Essi furono soprattutto un popolo di pescatori e navigatori: conoscevano e sapevano tracciare le rotte ed erano in grado di navigare di notte, prendendo come riferimento la Stella Polare. Praticavano la navigazione sottocosta, per poter attraccare in caso di difficoltà, fare rifornimento di acqua dolce e viveri e commerciare con le popolazioni locali. Seppero produrre, con il legno di cedro, navi molto robuste, adatte per il commercio, che potevano contenere grandi quantità di merci.

Quindi tutto pare possibile, ovvero abbinare il toponimo di questa scogliera ai due vocaboli portico e porto. Oggi a causa di un evento bellico il Porteghetto non conserva più quell’antica conformazione mitica. Purtroppo la domenica 10 gennaio 1943 alle ore 10, un sottomarino silura di fronte a Cervo un vapore francese dal nome Derny, requisito dai tedeschi arenato a duecento metri dalla battigia, di fronte allo sbocco del torrente Steria. Uno dei siluri, mancando il bersaglio, va a colpire la scogliera del Porteghetto danneggiandolo irreparabilmente.
Nonostante ciò esso conserva ancora tutto il suo fascino, offrendosi in tutto il suo naturale splendore a tutti coloro che desiderano usufruirne. È spiaggia,panorama,aria salubre,salute.

Da sempre è la scogliera prediletta dai provetti nuotatori e tuffatori data la conformazione morfologica e dati i fondali profondi. Da non dimenticare anche la sua posizione felice, sempre a favore del sole, che garantisce una abbronzatura bronzea. Per ultima cosa, ma non meno importante, la sua atmosfera romantica notturna , punto di riferimento per tutti gli innamorati che si ispirano alla luna e a Peynet.

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