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La mostra “Eden” conquista Ventimiglia, Davide Puma “Il mio compito è trasmettere un messaggio di luce e speranza” foto

Ieri si è tenuto un dibattito sull'arte del sanremese al quale hanno preso parte Carlo Terzi e l'assessore Pio Guido Felici

Ventimiglia. Ieri sera nella galleria d’arte di Sant’Agostino, in via Ruffini 7, è stata discussa la pittura di Davide Puma in un incontro al quale hanno preso parte Carlo Terzi e l’assessore di Ventimiglia, Pio Guido Felici.

“Sono nato a Sanremo nel 1971 in un ambiente in cui si respirava molta creatività – afferma l’artista - Grazie alla vicinanza con mio fratello condividevamo l’esperienza di creare cose, disegnare e approfondire dei libri che avevamo nella nostra biblioteca. Ricordo che c’erano dei libri che rappresentavano i musei più importanti del mondo e passavamo molti pomeriggi a sfogliarne le pagine. Un’immagine di un quadro in particolare di Rembrandt, mi ricordo che per me rimase molto significativo, “La ronda di notte”. Nell’immagine che rappresentava un gruppo di persone, vi erano due figure centrali messe in luce che avevano una loro atmosfera molto magica e, io che ai tempi leggevo libri di avventura, mi rimandavano quei riferimenti lì”.

“Poi il mio atteggiamento creativo è passato alla letteratura e alla parola e in seguito ho iniziato a portarla sulla musica. Questo nuovo canale creativo ho pensato diventasse il mio cammino creativo, però intorno ai 27 anni questo sogno si è diluito e ho cominciato a fare un percorso dove investivo molto su me stesso, per quanto riguarda i viaggi e la conoscenza del mio io – racconta Davide - A 34 anni, grazie alla crisi dei trentenni che ad un certo punto si chiedono ‘cosa vuoi fare nella vita?’, ho deciso di rimettermi sul piano creativo di fronte al mondo e a me stesso. Era la situazione in cui mi trovavo più a mio agio. Mi sono affiancato per un periodo a mio fratello, che era pittore già da tempo, e poi mi sono iscritto all’Accademia Balbo a Bordighera. Grazie al maestro Enzo Consiglio ho cominciato un tipo di percorso e poi le cose sono venute una dietro l’altra. Se uno si trova sulla sua strada tutto si allinea e diventa tutto molto veloce. Non avrei mai pensato di trovarmi in pochi anni in un percorso professionale di gallerie e curatori che mi hanno dato molta soddisfazione”.

“Quando mi sono approcciato alla pittura avevo una disciplina con me acquisita nel mondo della cucina. La musica e le parole si sono mutate in colori e forme - spiega Puma – Tutto quello che ho fatto prima mi ha preparato al momento in cui sono diventato cosciente delle mie capacità”.

L’assessore Felici interviene chiedendo all’artista: “Qual è il ruolo dell’artista in un momento particolare come quello che stiamo vivendo, cosa può fare l’artista dal punto di vista sociale?”. L’artista risponde: “Non può fare altro che fare quello che hanno fatto gli artisti nel tempo. Può fotografare il contemporaneo e riportare ciò che accade in una forma di denuncia. Tanti rappresentano gli orrori delle guerre. Io per il mio tipo di musica che ho dentro ho deciso di portare un divenire, non un mondo che ci circonda ma come potrà essere. I fiori sono il concetto del fiore che sboccia, fiorisce e poi cambia forma. L’artista ha vari compiti, il mio è trasmettere un messaggio di luce e speranza”.

E’ stata un’occasione per dialogare e parlare di arte e della mostra “Eden”, allestita grazie alle opere dell’artista sanremese, che è visitabile fino al 30 maggio. Tantissime persone e amanti dell’arte si sono riunite per ascoltare il dibattito ed ammirare le opere: 16 piccoli “haiku”, visioni che parlano di trasformazione, della natura che cambia e che è in continuo divenire per necessità di sopravvivenza e di equilibrio.

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