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Imperia, per il processo crac Gold fissate le udienze dopo la incompatibilitá di un giudice

Il fallimento risale al 2010, si parla di un buco da 12 milioni di euro

Imperia. Sono state calendarizzate oggi le udienze del processo Gold Italia, l’azienda che commerciava dalla Cina componenti per computer fallita nel 2010 con un buco di svariati milioni di euro. La prima udienza è stata fissata a dicembre. Questo perchè un giudice è risultato essere incompatibile.

La prossima udienza del 7 dicembre saranno ascoltati i curatori fallimentari e gli agenti della finanza. La sentenza è prevista, dopo la discussione, per la primavera dell’anno prossimo.

Accusati di bancarotta tra gli altri sono Biagio Parlatore che fu l’artefice delle fortune della Gold nei primi anni di vita, poi l’ex presidente Giona Caporossi, gli amministratori Mario Dassi e Vincenzo Antonio Gioia. Coinvolto inoltre Bruno Caretta, che era stato nominato liquidatore. Per il reato di bancarotta fraudolenta la legge prevede la reclusione da 3 a 10 anni.

Le indagini erano state condotte dal Nucleo di polizia tributaria secondo cui la Gold Italia era una sorta di contenitore di scatole cinesi. I capitali non sarebbero stati più rintracciati sarebbe all’origine delle contestazioni legate alla bancarotta. E Parlatore, che creò dal nulla l’azienda, si è sempre difeso: “Con il crac non c’entro nulla. Avevo venduto l’azienda quando era in ottima salute a un colosso come la Radiomarelli Spa. Le responsabilità sono di altri”.

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