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Gli “invisibili” a spasso per Imperia, una città che offre ben poco e la gente vorrebbe cacciarli

Chiedono l’elemosina e qualcuno, quando si ubriaca, da pure fastidio; i commercianti chiedono al Comune urgenti contromisure

Imperia. Romeni, polacchi, immigrati scappati all’Africa e dalla fame, ma anche qualche italiano. E’ l’esercito degli “invisibili” che vivono in una città che può offrirgli ben poco. A mezzogiorno e alla sera si mettono in fila davanti alle mense degli istituti religiosi, durante il giorno vanno a caccia d’elemosina se c’è ancora la voglia di farcela e non mollare.

I senzatetto si coricano sulle panchine, si stendono nei giardini e lungo i marciapiedi in pieno centro cittadino con commercianti e clientela esasperati perché talvolta diventano anche molto molesti e poche settimane fa è scoppiata anche un’accesa lite con l’intervento delle forze dell’ordine. Anche nel capoluogo ci sono due realtà diverse: da una parte i clochard, coloro che vogliono vivere per strada per scelta, e dall’altra i “senza dimora”, persone che non possono permettersi una casa dopo aver perso il lavoro. Ci sono anche gli italiani, ma quasi sempre sono di passaggio. Per loro non avere più nulla è sempre più facile basta un lavoro che non c’è più, una separazione, uno sfratto. Ma c’è anche chi non li sopporta più e chiede al Comune il “pugno di ferro” perché le liti e le molestie, soprattutto in centro, sono aumentate in modo esponenziale e preoccupante.

Non è raro vedere, infatti, piccoli gruppi di clochard che stazionano nel parco davanti al “grattacielo” mentre bevono birra e bottiglie di liquori che spesso abbandonano tra le aiuole, ma anche sotto i portici di via Bonfante. Gli onegliesi ci stanno ben alla larga e vorrebbero “cacciarli”. “Chiedono l’elemosina e qualcuno, quando si ubriaca, da pure fastidio”, si lamenta un’anziana che abita in via Schiva e che li incrocia ogni volta che va a fare la spesa al supermercato. “E’ un problema serio – sottolinea l’assessore comunale Pino De Bonis che ha raccolto più di una lamentela. Spero vivamente che si possa intervenire al più presto per ricreare quella tranquillità che tutti i cittadini chiedono e ne hanno pienamente ragione. Ma ci vogliono anche leggi e più poteri per le amministrazioni per intervenire”.

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