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Fattore Famiglia, denatalità, conciliazione famiglia-lavoro. Alla Regione le urgenti richieste del Forum Ligure delle Famiglie

"Per una società più coesa, più libera e più egualitaria”

Provincia di Imperia. “Fattore Famiglia, denatalità e conciliazione famiglia-lavoro sono le priorità a cui stiamo puntando perché la società possa diventare più coesa, più libera e più egualitaria”. Nella Giornata Mondiale della Famiglia, che si celebra proprio il 15 maggio, obiettivo del presidente del Forum Ligure delle Associazioni Familiari Franco Zanoni e la moglie Silvia Minasi è tirare le somme sull’attuale realtà delle famiglie ma soprattutto spingere verso l’attuazione di progetti che potrebbero migliorarne la condizione. Si tratta infatti di tre cardini, tra loro molto connessi, su cui il Forum sta spingendo affinché la Regione Liguria attui quanto prima politiche ad hoc. 

Nonostante abbia il mondo contro, la famiglia continua a dimostrare di essere un effettivo punto di forza, sia per ciò che riguarda la resistenza del tessuto sociale che in ambito economico. Si, anche economico  poiché anche alcuni studi hanno dimostrato che se le risorse fossero investite per le famiglie o semplicemente lasciate a disposizione delle stesse (tenendo conto dei carichi familiari e quindi non tassando i soldi utilizzati per sostenersi) si produrrebbe un interessante volano  per il rilancio dell’economia” spiegano.  Questo è uno dei motivi per cui il Forum si sta attivando, con Regione Liguria ma anche con singoli comuni disponibili ed interessati a questo discorso, proprio per riuscire ad introdurre il cosiddetto Fattore Famiglia, in sostanza una rivisitazione dell’Isee che però tiene conto  dei reali carichi familiari e anche delle specifiche condizioni della famiglia (se con un portatore d’handicap o un disoccupato).  “Non stiamo parlando di indicazioni approssimate ma di un frutto di anni di studio e sperimentazioni condotte in vari comuni italiani attraverso la “Rete degli amici Comuni della Famiglia” che stanno raccontando di alcuni comuni liguri già interessati”.

Dunque coinvolgere la Regione per favorire tale processo, e questo perché un altro enorme problema, soprattutto pesantemente rilevato in Provincia di Imperia, è la denatalità che ormai sta quasi raggiungendo il livello di non ritorno che, necessariamente, porterà sconvolgimenti sociali rilevantissimi in quanto la percentuale di anziani è estremamente alta e molto più alta rispetto ai numeri dei nuovi nati. “Nel giro di 15 o al massimo 20 anni questo dovrebbe portare al completo rivolgimento della ‘piramide’ della distribuzione dell’età nella società in cui ogni lavoratore giovane, oltre alla propria famiglia, avrà così sulle spalle il sostentamento di almeno tre anziani. Un situazione che nemmeno l’immigrazione, e questo è già stato dimostrato, non riesce a compensare in quanto arrivati sul nostro territorio tendono ad adeguarsi ai nostri tassi di natalità”. Per il welfare, rischia di diventare un autentico default. Politiche diverse, più centrate, potrebbero iniziare ad arginare queste situazioni. E bisognerebbe farlo anche in fretta. “Il grande problema è che queste cose vengono denunciate solo quando l’Istat presenta i suoi dati: se ne parla per una quindicina di giorni e poi tutto passa nel dimenticatoio, dando magari precedenza a problematiche sociali sicuramente meno gravi”.

In questa direzione, non solo relativamente alla natalità ma anche alla qualità dello stesso tessuto sociale, c’è poi il tema della conciliazione famiglia-lavoro, in cui gli altri Paesi sono avanti anni luce mentre noi non riusciamo ancora ad attuare politiche mirate che, come sempre, nascono spesso dal basso (come l’Audit Family che, partita dal Veneto, si sta estendendo in tutta Italia).  “Spesso in Regione Liguria il tema della conciliazione famiglia-lavoro viene interpretato come esigenza di apertura di più nidi possibili in modo che i genitori possano lavorare di più ‘mollando’ i figli alle istituzioni. Quando invece si parla di conciliazione famiglia-lavoro si intende considerare ‘realmente’ che la persona ha diritto ad essere genitore e anche il diritto ad essere lavoratore, in un giusto equilibrio. Le politiche di conciliazione famiglia-lavoro dovrebbero riuscire a tenere conto anche del ruolo fondamentale che ha la famiglia nell’educazione dei figli e che mai può essere sostituito”.

Sostenere le famiglie con strumenti culturali, formativi ed informativi e dar loro il tempo per formarsi ‘genitori efficaci’. In sostanza investire sul tema della genitorialità.

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