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Diano Marina, Manitta ex assessore sotto processo: “Mai preso un soldi dai cittadini, lavoravo onestamente”

Peculato, abuso e falso le accuse mosse dal pm Alessandro Bogliolo

Diano Marina. “Lavoravo per il bene della città. Non ho mai fatto nulla di anomalo o irregolare. Posso giurarlo in ogni momento. Se fossi stato un disonesto mi sarei messo una pietra al collo”. Bruno Manitta si sfoga col cronista di Riviera24.it. È finito sotto processo per peculato, abuso d’ufficio e falso. Lui, ex assessore all’Ambiente di Diano Marina e attuale consigliere comunale, si difende in un processo come tanti istruito in un tribunale dove spesso si vedono amministratori pubblici per abusi d’ufficio o addirittura corruzione. “Ma qui – dice Manitta - i soldi non li ho presi. Ce li ho rimessi. Andavo anche di notte col mio camion a liberare strade da alberi pericolanti, sistemato anche strade a rischio perché l’asfalto era ricoperto da sostanze oleose. Che cosa altro dovevo fare?Lasciar andare una città in malora?Ora sono qui, sotto processo, solo per aver fatto il mio dovere con senso di responsabilità”.

E oggi hanno testimoniato commercianti e privati cittadini. “Né Manitta né gli operai del Comune avevano voluto nulla. Manco un bicchiere d’acqua. Ero io ad aver dato loro una mancia”, ha raccontato una teste.

Un processo che ruota attorno ad una vicenda di legna degli alberi potati ceduta a terzi, quindi di spurghi e riparazioni di guasti alle condotte fognarie fatte dalla squadra di operai comunali a beneficio di amici.

Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Imperia l’imputato è da considerare il regista di una serie di iniziative che esulavano dal suo incarico ma che, proprio grazie al suo incarico, gli garantivano la possibilità di fare favori. Ma sul banco degli imputati non c’è solo Bruno Manitta ma anche tre operai. Si tratta di Riccardo Pizzorno, Fabio Tallone, Alberto Calcagno. Devono rispondere del reato di truffa aggravata ai danni dell’amministrazione comunale.

Anche in questo caso secondo l’accusa facendo lavori di riparazione alle fogne per conto di privati in orario di lavoro. Si sarebbero prestati insomma a svolgere lavori extra durante l’orario di lavoro facendosi pagare dall’assessore.

A far finire sotto processo Manitta è stata un’indagine curata dalla squadra mobile della questura che aveva messo sotto la lente alcuni episodi accaduti a Diano Marina poi sfociati in un unico filone d’inchiesta trattato dalla Dia di Genova.
A rinviare a giudizio l’ex assessore era stato il giudice per le udienze preliminari Massimiliano Ranieri che aveva accolto la richiesta del pm Alessandro Bogliolo.

 

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