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Aule deserte in tribunale a Imperia per lo sciopero dei penalisti

Sono garantiti solo i processi a rischio prescrizione o con imputati in custodia cautelare

Imperia. Aule deserte questa mattina in tribunale a Imperia per lo sciopero dei penalisti che andrà avanti tutta la settimana. Praticamente tutti rinviati, salvo qualche eccezione, i processi fissati davanti al collegio presieduto da Donatella Aschero, quindi nelle aule dei giudici Lungaro e Gamba. Sono garantiti solo i processi a rischio prescrizione o con imputati in custodia cautelare.

Diverse udienze che erano programmate per oggi sono così slittate a giugno e a luglio. Quello iniziato questa settimana è il terzo sciopero indetto dai penalisti nel giro di appena tre mesi. Continua dunque la mobilitazione degli  avvocati penalisti contro diversi aspetti della riforma del processo penale, già approvata, con voto di fiducia, al Senato, e in attesa del via libera della Camera.

Beniamino Migliucci presidente dell’Unione delle camere penali italiane spiega come “il Governo deve essere nuovamente richiamato alla responsabilità politica del mantenimento della scelta di riproporre il voto di fiducia anche davanti alla Camera che conferma il perdurare di un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare, unica garanzia di un’approfondita e meditata valutazione di una riforma che contiene al suo interno interventi normativi che non solo deprimono le garanzie di un processo, violando i principi costituzionali della immediatezza e del contraddittorio, ma anche la presunzione di innocenza e il diritto alla vita, nel disprezzo delle esigenze degli imputati, delle persone offese e dell’intera collettività”.

Gli fa eco Marco Bosio presidente dei penalisti di Imperia: “Una riforma di questo tipo deve essere organica per incidere veramente sui problemi. Chiediamo al Governo di tornare sui propri passi e, prima di prendere decisioni così importanti, di ascoltare i nostri suggerimenti. Siamo invece favorevoli allo stralcio legato alla riforma dell’ordinamento penitenziario. Così com’è stata concepita ci sembra rispondere meglio al rispetto dei diritti del detenuto, inoltre contempla un benefico snellimento nelle procedure per quanto riguarda la materia di cui sono competenti i magistrati di sorveglianza». In provincia gli avvocati sono ben 550. Difficile avere una stima dei penalisti poichè anche chi si occupa prevalentemente di materia civile non è detto che non segua nello stesso tempo vicende penali”.

Tra i punti della riforma contestati con forza dai penalisti, il ‘nodo’ della prescrizione: allungare i termini con “lo sproporzionato” aumento delle pene e gli “irragionevoli” meccanismi di sospensione, secondo le Camere penali, “significa dilatare indebitamente i già troppo lunghi tempi del processo, violando la presunzione di innocenza, il diritto alla vita degli imputati e la dignità delle persone, mortificando l’interesse dell’intera collettività a conoscere nei tempi più brevi se un imputato è colpevole o innocente”. Dure critiche anche alla previsione, contenuta nel ddl, di estendere il ‘processo a distanza’ ai procedimenti con detenuti: questo, rileva l’Ucpi, provocherebbe “lo snaturamento del processo attraverso una pericolosa adozione di criteri meramente efficientistici che appaiono del tutto estranei alla natura democratica e liberale del modello accusatorio, ed in manifesta contraddizione con i principi costituzionali e convenzionali del giusto processo”.