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Ventimiglia, lavoro egregio della polizia di frontiera, procuratore Pradella: “Chiamati ad esprimerci su persone sfioranti le formazioni jihadiste” foto

Passeur e non solo: a Ventimiglia c'è in ballo la sicurezza dello Stato

Ventimiglia. “A Ventimiglia siamo chiamati anche ad esprimere un primo giudizio sulla pericolosità o meno di persone che fanno ingresso in Italia. Siamo stati chiamati più volte ad esprimerci in situazioni davvero difficili sulla possibile appartenenza a formazioni jihadiste di persone che transitavano per il confine. E’ in queste circostanze che ho avuto davvero la sensazione di un territorio presidiato, perché ad ogni minimo sospetto di ingresso o transito in territorio nazionale di persone anche solo sfioranti le formazioni jihadiste o comunque intorno a daesh sono state monitorate con attenzione e, posto che si tratta di atti che devono essere svolti in pochissime ore, con una grande capacità di giudizio”. Lo ha dichiarato il procuratore capo della Procura di Imperia Grazia Pradella a margine della conferenza stampa in cui sono stati presentati i dati relativi alle operazioni di polizia di frontiera effettuate nella città di confine nel 2016 e nel primo trimestre del 2017.

grazia pradella

“Talvolta abbiamo richiesto l’intervento della Digos e della DCPP (Direzione centrale della polizia di prevenzione, nda) a Roma per cercare di valutare, in una situazione di urgenza, il peso da un punto di vista criminale di determinati soggetti”, ha aggiunto Grazie Pradella, “E’ un lavoro che giudico fondamentale per garantire la sicurezza del nostro Stato e degli stati limitrofi. Un lavoro che con pazienza e senza risparmio di sacrifici, questi uomini e queste donne fanno costantemente”.

Il procuratore ha citato, a titolo esemplificativo, un caso avvenuto il mese scorso quando, in pochissime ore, gli agenti della polizia hanno dovuto accertare l’identità di un 28enne straniero che, oltre a dichiararsi simpatizzante di daesh, aveva lo stesso nome (ad eccezione di una “h”), la stessa provenienza e un viso simile a quello di un ricercato internazionale per strage. Un terrorista, insomma.
E non sarebbe l’unico caso: “Ci sono state diverse persone mandate alla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Genova per sospetto terrorismo”, ha aggiunto Grazia Pradella.

“I settori della frontiera di Ventimiglia stanno svolgendo un lavoro impressionante: sono chiamati a tutelare in prima battuta e in coordinamento con i magistrati un interesse fondamentale per lo Stato, la sicurezza”, ha dichiarato, “La nostra polizia di Stato sa affrontare in modo del tutto adeguato sfide che la storia ci impone, lo sa fare in modo equilibrato che soddisfa le esigenze primarie di giustizia. E questo lo dico con molto orgoglio. Noi procuratori coordiniamo il lavoro della polizia giudiziaria, ma certamente quando i risultati sono professionalmente elevati contribuiscono a migliorare il livello di lavoro dei magistrati.
 Qui abbiamo a che fare con il problema dei passeur, moltissimi arresti delle persone che a scopo di profitto o anche non a scopo di profitto, provocano l’ingresso illecito in Francia di clandestini e comunque non identificati. Sotto questo profilo il lavoro della polizia di frontiera è stato egregio ed ha avuto un riscontro costante da parte non solo della Procura della Repubblica, ma anche del gip o del Tribunale competente per convalidare l’arresto”.

Oltre ad individuare e fermare i passeur e a bloccare presunti terroristi, gli agenti della polfrontiera sono esperti nel riconoscere il “falso documentale”: reato anche questo da non sottovalutare in un territorio critico come quello del confine.

 

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