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Ventimiglia, il mistero del volto di Gesù usato come wc dai migranti fotogallery

Trovato dall’assessore regionale Mai e da amici è stato ripulito, la provenienza è sconosciuta

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Ventimiglia. Tra i bivacchi trasformati in discarica sul greto del Roja l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai, insieme ad altri amici, ha intravisto anche la testa in marmo del Cristo sulla quale facevano i loro bisogni i migranti. La provenienza di quella testa è sconosciuta.

“Una delle persone che erano con me, l’ha presa, l’ha ripulita e per ora la conserva in attesa di capire dove sia stata prelevata”, racconta con tanta amarezza in corpo l’assessore che ha deciso di effettuare un sopralluogo proprio lungo l’argine del fiume che bagna Ventimiglia diventato terra di nessuno.

Una situazione che ha sconvolto lui e i suoi amici perché oltre al Cristo ha trovato indumenti, bottiglie, resti di cibo consumato ora diventato manna per topi, insieme a sacchi di plastica e a tante tende improvvisate. Giacigli improvvisati allestiti dai migranti arrivati in frontiera in attesa di poter espatriare non appena le maglie dei severi controlli si allargheranno.

Immagini che sono pugni nello stomaco per chi le ha documentate. Per la Lega Nord “rappresentano l’emblema del fallimento della politica sull’immigrazione del Governo”. Sulle sponde del Roja si trova davvero di tutto. “Gli accampamenti sotto i vari cavalcavia a Ventimiglia non rappresentano certo un bel biglietto da visita per il turista che in questi giorni di vacanza soggiorna in Riviera”, dice Stefano Mai.

oE l’assessore regionale è decisamente preoccupato per una situazione che dovrebbe essere risolta quanto prima. “In caso di piena del fiume i rifiuti e i giacigli improvvisati sarebbero trascinati in mare con danni anche per l’ecosistema. Nella parte bassa a quella che ho fotografato, c’è già diversa roba in acqua – dice Mai – Ovviamente non ho fotografato gli escrementi che sono distribuiti su tutta la riva”. Già nei mesi scorsi Alessandro Piana, capogruppo della Lega Nord in Regione si era dato una spiegazione su quei bivacchi. “Va ricercata, chiaramente, nel fatto che queste persone vivono in situazioni borderline e di clandestinità, sfuggendo ai controlli per entrare più facilmente in contatto con i passeur, che quasi quotidianamente orbitano proprio in quell’area per prelevarli ed accompagnarli al di là del confine in un ignobile business criminale. Dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine che hanno arrestato tanti passeur, ma con l’arrivo di altri migranti temiamo che il fenomeno possa aumentare ancora”.

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