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Titolari posti barca indagati a Imperia, conti e contratti sotto la lente della Capitaneria

Ci sono piccoli e grandi diportisti finiti sotto inchiesta dopo una denuncia della Go Imperia

Imperia. Conti, documenti e contratti tutti da spulciare. Verifiche scrupolose che la Procura della Repubblica ha affidato alla Capitaneria di Porto (inizialmente indagavano i carabinieri forestali ndr). L’indagine sull’occupazione abusiva del demanio marittimo con di più di 80 proprietari di posti barca indagati dopo una denuncia presentata dalla GoImperi, rappresentata dall’avvocato Enrico Panero, a prosegue senza sosta. Ogni aspetto della vicenda non sarà lasciato al caso.

Su disposizione del sostituto procuratore Barbara Bresci sono stati acquisiti documenti e contratti relativi agli ormeggi di piccole, medie e grandi imbarcazioni che sono attraccate nel porto di Imperia ma senza pagare un centesimo d’affitto.

Ci sono grosse società che hanno la sede a Georgetown, altre nelle isole Cayman nel mare delle Antille. Poi piccoli imprenditori che l’Appi, l’associazione dei piccoli proprietari di imbarcazioni che definisce “paperini” e non nababbi come i magnati dell’ex Urss o banchieri bulgari.  Ma se i Paperoni come i padroni di miniere negli Urali e banchieri bulgari che si godono il mare navigando a bordo dei loro lussuosi panfili nel Mediterraneo non temono per multe e forse di finire davanti ad un magistrato, allo stesso modo non potranno fare quei piccoli diportisti che avevano creduto nel porto di Caltagirone e annusato l’affare. Tutti finiti nella rete perchè, loro malgrado, sono indagati e dovranno tutelare anche quegli scafi da dieci o quindici metri che rischiano di finire sotto chiave per oneri di gestione non pagati. Una vicenda che ha avuto inizio il 18 giugno del 2014, quando la Go Imperia  era subentrata nella gestione del porto.

Malgrado i numerosi solleciti, trasmessi negli anni, sono davvero pochi quelli che hanno risposto alle istanze e che si sono messi in regola con le quote da pagare, in questo caso una quarantina. Per 84 la Go Imperia ha depositato denuncia-querela per l’occupazione del suolo pubblico. Nei confronti di un’altra ottantina è stata avviata azione civile perché i soldi da incassare avrebbero di gran lunga superato i 4 milioni di euro.

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