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Telelavoro e Smartworking, Rete a Sinistra/Libera-Mente Liguria: “Non ci sono progetti”

"L’ente si impegni per colmare il ritardo e allinearsi agli standard nazionali"

Liguria. Regione Liguria non ha ancora attivato alcun progetto integrato di smartworking per i propri dipendenti: un forte ritardo rispetto agli standard nazionali, che vedono già attrezzate per il lavoro a distanza 19 regioni e numerose amministrazioni pubbliche. Il gruppo Rete a Sinistra /Liberamente Liguria interroga la giunta per conoscere le ragioni ostative e sapere quando sarà posto rimedio.

«Oggi in Italia 250.000 impiegati beneficiano dello smartworking; e giustamente, perché il telelavoro porta vantaggi a tutti: le statistiche confermano che questa pratica produce maggiore produttività (+40%), meno assenteismo (-63%), minor costo del lavoro, meno mobilità superflua. Ma Regione Liguria è ferma al palo: ancora nessun progetto attivato, né predisposto – dichiara il consigliere regionale Pastorino – Un ritardo incomprensibile che disattende i diritti dei lavoratori e denota mancanza di flessibilità circa l’organizzazione delle risorse umane».

L’assessore Berrino riconosce il gap e fa sapere che le prime sperimentazioni potrebbero iniziare entro dicembre di quest’anno. «Prendiamo atto, è una buona notizia: desumiamo che l’assessore intenda farsi garante della soluzione. Secondo noi bisogna solo organizzarsi e superare certe resistenze della struttura rispetto alle novità – conclude Pastorino – Del resto non mancano i casi positivi cui ispirarsi: Comune di Milano, Lombardia, Emilia Romagna, pezzi dell’amministrazione centrale come INPS e Agenzia delle Entrate. Ma basta guardare anche in casa nostra, cioè a quanto realizzato in Liguria Digitale»