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Revoca dell’ordinanza per la somministrazione di cibo in strada a Ventimiglia, l’intervento de L’Alleanza

"Ci chiediamo il motivo per cui un sindaco decida di revocare un'ordinanza che ha difeso a spada tratta in televisione, sui giornali, in giro per l'Europa e scontrandosi contro politici, giornalisti e scrittori di calibro nazionale"

Ventimiglia. L’Alleanza, nuova associazione politico-culturale provinciale, interviene sulla decisione del sindaco Ioculano di revocare l’ordinanza sulla somministrazione di cibo in strada a Ventimiglia: “Ci dispiace leggere che il sindaco di Ventimiglia, per motivi che ci sembrano un po’ fantasiosi, abbia deciso di revocare la giusta ordinanza che non permetteva di somministrare cibo per strada a Ventimiglia.

Ci sembra infatti che il campo Roja abbia sempre avuto problemi di “spazio”, e che quelli che hanno sempre deciso di non andare a mangiare lì l’abbiano fatto per scelta personale (spesso per non farsi identificare) o perché mal consigliati dai cari No Borders. Eppure tutte queste cose non hanno impedito al sindaco di firmare l’ordinanza in passato.

Ordinanza che, tra l’altro, non è mai stata fatta rispettare: sono stati svariati gli episodi di vere e proprie “cucine a cielo aperto” allestite da quando esiste il documento, fatte col chiaro intento di sfidare le istituzioni, ma mai nessuno è intervenuto per smantellarle.

Così, probabilmente sotto minaccia di una manifestazione dei no borders, e magari per non finire sotto pressione proprio ora che sembrano spalancarsi le porte romane, il sindaco ha deciso di revocare l’ordinanza dimostrando che rimangiarsi la parola, non gli ha mai fatto venire il mal di stomaco.

Non solo siamo contrari, ma anche preoccupati. Arriva l’estate che, come da copione, riporterà in villeggiatura (nascosta sotto forma di spirito umanitario) i cari no borders a stazionare in vari punti della città creando campi a cielo aperto e presidi che non rispondono delle minime condizioni igienico sanitarie; e la decisione di fornire l’assist di poter anche servire pasti senza alcuna regolamentazione, ci sembra una scelta alquanto azzardata. Possibile che chi decide di investire nell’apertura di un’attività commerciale o chi ne ha già una, debba essere controllato da cima a fondo dall’ASL e da tutti gli organi di controllo immaginabili, e per la strada ci possa essere qualcuno che può fare ciò che vuole?

Ci chiediamo il motivo per cui un sindaco decida di revocare un’ordinanza che ha difeso a spada tratta in televisione, sui giornali, in giro per l’Europa e scontrandosi contro politici, giornalisti e scrittori di calibro nazionale.

Quello che ci da fastidio non sono i migranti, che sappiamo bene essere solo una pedina in balia del governo, delle cooperative e di tutti quelli che in nome di una finta accoglienza guadagnano montagne di soldi. Ventimiglia non è rovinata dai migranti ma dal servilismo politico della sua amministrazione, che non ha saputo dire di no (come invece altri hanno fatto) alle miopi scelte del Prefetto in materia di “accoglienza”.

Quello che ci da fastidio è l’incoerenza. Come se uno che si è sempre professato comunista, decidesse tutto ad un tratto di diventare renziano…”.

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