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Migrazione, Iachino (Progetto Ventimiglia): “I nodi vengono al pettine”

"Si ha l'impressione che il sindaco voglia più assecondare le istanze nazionali di governo e di partito che fare del sano "sindacato di territorio" e chiedere a Roma quanto a questo punto ci è dovuto"

Ventimiglia. “Già in campagna elettorale segnalammo le migrazioni, stanziale e regolare così come quella illegale e di transito, in entrata come in uscita, fra le problematiche che la città avrebbe dovuto affrontare con impegno e non certo da sola.

Capita infatti che in pochi giorni accada un po’ tutto insieme: a sinistra monta un movimento di protesta contro l’ordinanza che vieta di rifocillare i migranti al di là di un rigido protocollo (persino Amnesty International la denuncia); l’ennesima rissa, stavolta tra romeni a Roverino, porta gli abitanti all’esasperazione e induce la Lega a chiedere maggiori controlli su chi affitta magari abusivamente e senza troppi scrupoli a persone che sarebbe bene tener lontane dalla città; l’Arte ribadisce che il solo criterio di assegnazione delle case popolari sia la condizione economica e non anche la nazionalità, quando non solo la Regione Liguria, ma persino il renzianissimo Sindaco di Firenze ammette che bisogna cambiare strada se si vogliono evitare ghetti come in Francia; e da ultimo il Dipartimento delle Alpi Marittime impone la conoscenza del francese se si vuole lavorare di là.

In tutto questo bailamme si ha l’impressione che il Sindaco voglia più assecondare le istanze nazionali di governo e di partito che fare del sano “sindacato di territorio” e chiedere a Roma quanto a questo punto ci è dovuto: dal Comune mai una parola contro lo scellerato Trattato di Dublino che obbliga l’Italia a lavorare gratis per l’Europa sull’accoglienza; mai una parola su capacità ricettiva e smistamento degli arrivi ancora tutti da realizzare, solo un’ordinanza che mortifica chi invece in questo caos forse qualcosa di utile (e di umano) potrebbe farlo; bene fa la Lega a chiedere controlli sui “Mercanti di sonno”, come chiamano in Francia chi affitta spelonche a immigrati; silenzio con l’Arte, poi, nulla da dire sul rischio di creare ghetti anche a Ventimiglia, anzi, legittimazione del confessionismo strisciante partecipando all’inaugurazione della moschea di Via Aprosio; e da ultimo nessun concreto sviluppo di una formazione permanente per i nostri lavoratori oltreconfine, solo tardive lagnanze su un preteso sciovinismo dei francesi quando questi cercano legittimamente di proteggere i propri interessi.

Ecco, anche in questo caso non possiamo che ribadire quanto abbiamo già di recente denunciato: totale mancanza di visione di largo raggio e di lungo periodo, e svolgimento del proprio incarico più da zelante funzionario di partito promesso a luminosa carriera che da capo della propria comunità. Non possiamo continuare così, Ventimiglia non può diventare Ioculandia, i fatti ce lo rammentano ogni giorno ormai” - afferma Carlo Iachino, consigliere comunale di Progetto Ventimiglia.

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