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La confessione di Placido ai carabinieri la mattina dopo l’agguato

E' in carcere in attesa dell'interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari

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Taggia. “Ho fatto una cazzata, sono io quello che ha sparato a Barillari”. Nessuna caccia all’uomo. E’ stato lui stesso a consegnarsi ai carabinieri a fornire una ricostruzione dei fatti. Anthony Placido già la domenica mattina era in caserma: sapeva di essersi messo nei guai e che i carabinieri gli avevano messo il fiato sul collo.

Dopo aver ferito Alessio Barillari si è recato dal padre e accompagnato dal suo “abogado” Enrico Amalberti

enrico amalberti

(affiancato dal collega, l’avvocato Giulio Bettazzi ndr) ha raggiunto la caserma dell’Arma per spiegare, nei dettagli, anche al pm Barbara Bresci come si è svolta la notte di follia in quell’appartamento nel cuore di Taggia. Anche il padre, che i militari conoscevano bene, ha collaborato con gli inquirenti.

Il movente del tentato omicidio sarebbe legato ad una disputa per una ragazza, in particolare ad un oltraggio subito da parte del conoscente ancora ricoverato al Santa Corona di Pietra Ligure. Qui viene tenuto sotto stretta osservazione dall’équipe del dottor Barabino.

Placido ha collaborato nelle indagini successive portando i carabinieri nel luogo dove aveva nascosto il fucile con il quale ha ferito il conoscente. Arma che inizialmente non era stata trovata tanto che gli stessi inquirenti avevano sospettato che qualcuno volesse coprirlo. Ecco perché non è stato subito arrestato. Per quattro giorni i militari hanno indagato e cercato prove nonostante Placido fosse già stato sottoposto al guanto di paraffina e ad altri accertamenti tecnici.

Ora è in carcere con l’accusa di tentato omicidio, porto abusivo d’arma da fuoco e detenzione di munizioni. Attende di essere interrogato dal gip Paolo Luppi. Anche in questa occasione il giovane potrà fornire altri dettagli della vicenda.

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