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Imperiese a Stoccolma: “Sto bene, io e Avier siamo a casa. State tranquilli” foto

La donna abita nella capitale dove si è verificata la strage

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Stoccolma. “Vorrei tranquillizzare tutti quelli che mi conoscono e alcuni mi hanno già contattato, in merito all’attentato del Tir sulla folla in centro a Stoccolma. Tutto ok. Io e Anier stiamo bene e siamo a casa”. Un messaggio lanciato sui social da Gabriella Piccolo, imperiese che da diversi anni abita nella capitale svedese dove oggi pomeriggio si è verificata la strage. Un tir piombato a tutta velocità sulla folla causando almeno due morti . La polizia ha fermato un sospetto. Il suo compagno, tra l’altro, lavora nella zona dove si è verificato l’attentato simile a quello di Berlino e di Nizza.

Nel frattempo le sedi del parlamento e del governo e il palazzo reale sono stati tutti circondati dalla polizia. I treni da e per la stazione centrale di Stoccolma sono stati bloccati. Anche le stazioni della metropolitana sono state tutte chiuse dove sono in corso controlli con artificieri e unità cinofile. Secondo alcuni testimoni l’autista del camion indossava un passamontagna.

Gabriella Piccolo segue a distanza l’evolversi della situazione: “Abbiamo acceso la televisione e seguiamo le operazioni di polizia.Chiedo scusa se non rispondo a tutti, ma sono tanti quelli che mi stanno contattando. Stiamo bene, anche le comunicazioni sono difficili perché le linee telefoniche sono intasate”, ripete Gabriella Piccolo. In città è momento di grande mobilitazione: le forze dell’ordine hanno ordinato l’evacuazione della stazione centrale della capitale svedese e molti negozi sono stati chiusi per ragioni di sicurezza. Nel frattempo La polizia non ha voluto neanche confermare nè il numero dei morti nè quello dei feriti, nonostante i servizi segreti in precedenza abbiano confermato due morti; secondo i media
svedesi, invece, il bilancio è di tre morti e otto feriti.

Così era andata a Nizza. Il 14 luglio 2016 la folla di Nizza occupa la Promenade des Anglais, trasformata in una enorme isola pedonale per consentire a tutti di vedere la tradizionale luminaria di fuochi d’artificio per la Festa Nazionale. Un uomo si impossessa di un camion per il trasporto dei gelati, riesce a passare attraverso i controlli di sicurezza e si lancia sulla folla. La corsa del camion prosegue per 1.500 metri, a zig zag per uccidere il numero più alto di persone. Alla fine i morti sono 84 e 200 i feriti.

Così era andata a Berlino. Il 19 dicembre 2016 sono 12 i morti e 56 i feriti tra gli avventori di un mercatino di Natale di Berlino. Un uomo, si saprà più tardi un tunisino da anni in Germania, sale su un autocarro polacco, sgozza il camionista e investe la folla che
assiepa un tipico mercatino di Natale a Breitscheidplatz, vicino Charlottenburg, Il cuore della capitale tedesca. Tre giorni dopo viene ucciso a Sesto San Giovanni (Milano) durante un controllo di polizia

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