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Forconi di Imperia, richiesta la messa in prova e il rito abbreviato per i 21 indagati che bloccarono la città

Quattro anni fa, a più riprese, avevano bloccato strade e ferrovie in città e nel resto della provincia

Imperia. Il reato da blocco ferroviario sarà derubricato in quello meno grave di interruzione di pubblico servizio e quindi per i forconi di Imperia si profila il percorso della messa in prova. Per alcuni restano in piedi anche quelli di resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, minacce e manifestazione non autorizzata.

Il caso è approdato stamane davanti al gup Paolo Luppi, il pm è Lorenzo Fornace. Una decisione è attesa per il 2 ottobre e dovrebbe chiudere una vicenda che vede indagati padri di famiglia, ex candidati in Comune a Cosio, pensionati, ma anche professionisti, ultras di squadre di calcio e qualcuno anche con precedenti penali. Trenitalia si è costituita parte civile. Molti hanno optato per il rito abbreviato, alcuni per la messa in prova, pochi quelli che hanno scelto di procedere con il rito ordinario. Per evitare incompatibilità del giudice le decisioni saranno assunte in un’unica udienza in autunno.

Una storia che risale a quattro anni fa quando, a più riprese, i forconi avevano bloccato strade e ferrovie a Imperia e provincia. La polizia e i carabinieri li avevano ripresi e fotografati. Era scattata un’inchiesta della magistratura coordinata dal sostituto procuratore Lorenzo Fornace. Per molti manifestanti il pm ha chiesto l’archiviazione ma ha trasmesso gli atti alla Prefettura per poi essere multati.

Il corteo dei manifestanti (erano i giorni 9 e 10 dicembre) aveva bloccato, a macchia di leopardo, un po’ tutta la città non solo le strade ma anche la ferrovia nel vecchio tracciato che collega Porto a Oneglia. Tutti identificati per loro è poi arrivato il cosiddetto Acip, l’avviso di conclusione indagini e uno stuolo di avvocati ha presentato documenti e memorie difensive. Quel giorno per Imperia era stato decisamente difficile e pesante. La situazione era diventata più incandescente, nel tardo pomeriggio, dopo che i manifestanti, si erano allontanati dai blocchi, si erano radunati, prima davanti al Comune, bloccando l’Aurelia, poi, in piazza Dante, dove erano stati accesi anche alcuni fumogeni.

Nel corso della giornata, erano stati toccati diversi punti nevralgici della città: a partire dalla Prefettura, il Comune e l’Agenzia delle Entrate. Rallentamenti erano stati segnalati nel primo pomeriggio sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia che aveva coinvolto una decina di treni quattro Intercity e sei regionali. Linea che era stata bloccata almeno tre volte. I contestuali blocchi della circolazione stradale avevano reso impossibile l’allestimento di bus navetta e i treni diretti verso Genova avevano fatto capolinea a Taggia, mentre quelli diretti verso il confine si erano fermati a Diano Marina.

Una manifestazione di protesta che era stata monitorata da un vasto servizio d’ordine di carabinieri e poliziotti in tenuta anti sommossa. Decine le persone che erano state identificate durante i cortei e i blocchi.

Un manifestante, tra l’altro, era stato investito da un’auto guidata da una donna che aveva forzato un blocco. Rimasto contuso alla testa, la guidatrice non si era fermata. Un gruppo di giovani che sfilava in via Amendola, poi, aveva intimato ai negozianti di abbassare le saracinesche. Costretti a chiudere anche alcuni banchi al mercato coperto di Porto Maurizio.

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