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“Concerto di Pasqua” al Teatro dell’Opera del Casinò Municipale di Sanremo

Mercoledì 12 aprile, ore 17.00

Sanremo. Tradizionale appuntamento con il Concerto di Pasqua, mercoledì 12 aprile al Teatro dell’Opera del Casinò Municipale con inizio alle ore 19.15.

La bacchetta del Direttore Artistico e Stabile della “Sinfonica”, M° Giancarlo De Lorenzo, si avvarrà del Solista al Clarinetto Claudio Mansutti e del Coro Musica Nova, per presentare un programma decisamente importante:

 

– il Concerto il La maggiore K.622 per Clarinetto ed Orchestra (1791), di Wolfgang Amadeus Mozart (1756/1791)

– la Missa brevis “Rorate coeli desuper” per Coro ed Orchestra (1750), di Franz Joseph Haydn (1732/1809)

– il “Te Deum” per Coro ed Orchestra (1763), di F. J. Haydn

– il “Cantique de Racine” Op. 11 per Coro ed Orchestra (1864), di Gabriel Fauré (1845/1924)

 

Il K.622 è l’ultimo concerto per strumento solista scritto da Mozart. Fu dedicato al clarinettista Anton Stadler, per il quale aveva già scritto il Trio “dei brilli” K.498 ed il Quintetto K.581. L’interesse per il clarinetto si spiega con i miglioramenti tecnici dello strumento nella seconda metà del ‘700 e con la conoscenza dell’Orchestra di Mannheim, all’avanguardia nell’impiego degli strumenti a fiato. Fu lo stesso Stadler ad eseguire il Concerto per la prima volta in una serata per beneficenza a Praga nell’ottobre del 1791, prima che Mozart morisse.

I due brani successivi rappresentano un po’ l’Alfa e l’Omega della produzione corale sacra di Haydn. La Messa “Rorate coeli desuper”, infatti, è una composizione giovanile, pertanto è di difficile datazione, ma pare che sia stata composta quando faceva il chierichetto ed il ragazzo cantore alla Hofkapelle di S. Stefano a Vienna. Se così fosse, si tratterebbe di una delle primissime composizioni di Haydn, risalenti al periodo in cui era un promettente allievo di Reutter, Maestro di cappella del Duomo di Vienna.

Il “Te Deum”, invece, è una delle sue ultime composizioni. Rientrato a Vienna da Londra nel 1796, Haydn torna al servizio degli Esterhàzy, smette di scrivere sinfonie e si dedica alla musica sacra. Dal “Te Deum” – che fu composto per l’Imperatrice Maria Teresa, moglie dell’Imperatore Francesco II – traspare una religiosità serena, razionale ed il rispetto per gli stilemi della musica sacra di area cattolica: ciò che conta è il valore celebrativo del testo nel suo complesso.

Non ancora ventenne ed ancora allievo, Faurè scrisse il “Cantique de Racine”, la sua prima opera religiosa con impiego del Coro, con la quale vinse 1° premio di Composizione alla scuola Niedermeyer nel 1864. In origine la composizione aveva un organico limitato ad Armonium e Quartetto d’archi, oltre, ovviamente, al Coro. La versione orchestrale è del 1875, il testo è uno dei Cantiques spirituels di Jean Racine e si basa sull’inno medievale latino “Consors paterni lumini”.

L’ingresso è a posto unico fissato in 5 € (fuori abbonamento).

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