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Cervo, ritrovate nell’oratorio di Santa Caterina le decorazioni della Vergine e di altri due santi foto

Necessario ora avviare un lavoro di restauro per conservare queste opere di grandissimo pregio

Cervo. Ritrovate nell’Oratorio di Santa Caterina le decorazioni affrescate della Vergine Maria e di san Giovanni Battista che san Giorgio (già restaurata) del 1632 che si trovavano collocate prima del restauro nella finta volta ribassata riportata allo stile romanico. Tale tela venne posizionata, in quanto i fondatori dell’Oratorio furono i Cavalieri gerosolimitani o giovanniti (1198) o ospitalieri (pellegrini e poveri), che la consacrarono a San Giovanni Battista loro protettore. Nella foto appare San Giovanni Battista (morì martire intorno al 35 d.C.) che battezzò Gesù nelle acque del Giordano; in quell’occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”.

Difatti nella tela notiamo ai suoi piedi un agnello. Inoltre egli impugna il bastone che molto probabilmente riportava la scritta “ecce Agnus Dei”. La sua postura lo colloca su di una rupe o roccia ed è del tutto simile all’affresco di pari soggetto, affrescato nel 1760 dal Carrega, nell’abside della chiesa dei Corallini. Possiamo notare la rassomiglianza col Battesimo di Gesù, affresco del 1644, da parte di Giovanni Battista Carlone, posta nella volta del Presbiterio della chiesa di San Giovanni Battista a Chiavari. Giovanni Battista Carlone, o Carloni (Genova, 1603 circa – Parodi Ligure, 1684circa), è stato un pittore italiano. Apparteneva a una nota famiglia di artisti d’origine comasca, i Carlone (o Carloni).

santa caterina cervo

Il padre era lo scultore e architetto Taddeo Carlone (Rovio, 1543 – Genova, 1615), mentre suo fratello era il pittore Giovanni Carloni (Genova, 1584 – Milano, 1631), entrambi originari di Rovio, nel Cantone Ticino. Inoltre è da attribuirsi ancora a lui il Martirio di s. Caterina (Alassio, chiesa di S. Caterina). Da notare che l’Oratorio venne costruito dai Magistri Antelami che erano costruttori-maestranze antelamico-genovesi, di provenienza dalla valle di Intelvi tra Como e Lugano. Casualità? Indizi? Possibilità? Il mistero c’è e da lì inizia l’avventura dell’approfondimento.

Sta di fatto che la tela è stata ritrovata, va restaurata come quella a suo tempo di San Giorgio, e a mio avviso è un importante reperto per l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria a Cervo, per la sua storia, per l’arte e per la fede dei Cervesi.

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