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Avvocati verso il terzo sciopero, niente udienze in tribunale a Imperia dal 2 al 5 maggio

Terzo stop nel giro tra marzo e maggio per i togati; salteranno centinaia di udienze in tribunale a Imperia già al collasso

Imperia. Il secondo sciopero si è concluso ieri con centinaia di udienze che in una settimana sono state rinviate dai giudici monocratici e da quelli del collegio.Ma in tribunale a Imperia come nel resto d’Italia non c’è pace. C’è un terzo sciopero in vista per gli avvocati penalisti come annuncia Altalex, il sito specializzato dei “togati”: dal 2 al 5 maggio.

Protestano contro il disegno di legge di riforma del processo recentemente approvato dal Senato. Con delibera del 12 aprile 2017 l’Unione delle Camere Penali ha infatti proclamato un’ulteriore astensione dalle udienze nei giorni dal 2 al 5 maggio, a pochi giorni di distanza dallo sciopero attualmente in corso e da quello del 20-24 marzo scorso.

Nel reiterare le ragioni delle due precedenti astensioni, tra le quali le modalità “antidemocratiche” con le quali la riforma è stata approvata, la giunta dell’UCPI denuncia “la scelta di riproporre il voto di fiducia anche davanti alla Camera, che conferma il perdurare di un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare”.

L’UCPI invita le Camere Penali territoriali ad organizzare nei giorni indicati manifestazioni ed eventi dedicati ai temi della riforma e del “denunciato contrasto con i principi costituzionali e convenzionali della immediatezza, del contraddittorio, della presunzione di innocenza e della ragionevole durata”, mantenendo lo stato di agitazione dell’avvocatura penale e attivando ogni strumento di comunicazione ed interlocuzione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le forze politiche sul metodo e sul merito della riforma.

Ma sono in stato di agitazione anche i giudici di pace che si asterranno dal lavori per i giorni dal 19 al 21 aprile 2017. Così hanno deciso le tre organizzazioni rappresentative dell’intera “magistratura precaria” (Unagipa, Angdp e Cgdp), con un comunicato congiunto del 3 aprile 2017. In questo caso si tratta del sesto sciopero consecutivo dei giudici di pace ed il terzo sciopero unitario, sempre consecutivo, dell’intera magistratura precaria. I giudici di pace chiedono il riconoscimento di alcuni “diritti fondamentali”: continuità del servizio sino all’età pensionabile, trattamento economico adeguato, tutele previdenziali ed assistenziali, garanzie di autonomia degli uffici e di indipendenza del giudice. Tra i motivi della protesta, ricordano le associazioni di categoria, il fatto che il Ministro della Giustizia non abbia tenuto tenuto fede all’impegno di ascoltare le organizzazioni di categoria prima dell’approvazione della Legge 28 aprile 2016, n. 57 di riforma della magistratura onoraria.

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