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Accoglienza profughi nel dianese, Partito della Rifondazione Comunista “Occorre costruire ponti”

"La riunione è sembrata più orientata a spaventare ulteriormente i cittadini"

Diano Marina. “Pare che anche il sindaco Chiappori, come il presidente Erdogan, abbia velleità da sultano. Che siano i baffi tagliati allo stesso modo? Comunque è da notare che alla riunione tenutasi a Diano Calderina sull’argomento profughi anche Chiappori, come Erdogan, ha preferito sbarazzarsi dei liberi mezzi di informazione.

Inoltre questa riunione è sembrata più orientata a spaventare ulteriormente i cittadini, citando presunti “pericoli” dovuti alla presenza di quelli che vengono da fuori (che Chiappori si sia reso conto del pericolo dovuto alle infiltrazioni di mafia, camorra e ‘ndrangheta sul territorio, che di certo non sono cose native?), che non ad ascoltare le voci di tutti i calderinesi e non solo di quelli disposti a sbraitare minacce di morte. Ma forse è proprio quello il pericolo: il buon Chiappori preferirebbe tenere alcuni giovani al riparo dal furore barbaro, e spesso avvinazzato, di energumeni sadici, grossolani e sanguinari.

Ci chiediamo perché a Cervo, che non si trova all’altro lato del globo, l’Amministrazione abbia invece deciso di ospitare quattro persone “non native”. Come insegnano altri comuni, questi ospiti possono essere una risorsa in più, e non un problema.

Nascere in un certo luogo non può essere una colpa, né tanto meno un delitto, e ce lo potrebbero insegnare i migranti calabresi, lucani o pugliesi che, subito dopo la guerra, sono stati cacciati dalle rovine di Bussana Vecchia, con l’unica colpa ascrivibile di voler cercare una vita migliore di quella che avrebbero potuto fare al loro paese.

Che succederà agli abitanti di Calderina che volessero “migrare” a Diano Marina? Saranno espulsi pure loro perché arrivano da un posto meno turistico, e per di più “infettato” dalla presenza di abitanti di origine non europea?

Sul problema dell’accoglienza il Partito della Rifondazione Comunista è totalmente allineato con le parole del Pontefice: occorre costruire ponti, e non muri” – afferma il Partito della Rifondazione Comunista, Direttivo del Circolo Dianese “G.B. Acquarone”.

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