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A Olivetta San Michele la cultura occitana è primo motore di sviluppo: “È turismo, storia, anima del paese”

La sua forza attrattiva richiama, soprattutto nei mesi estivi, curiosi e appassionati provenienti dal basso Piemonte, dalla vicina Francia e dai paesi del Nord Europa

Olivetta San Michele. Gialla in campo rosso: è la Croce di Tolosa, simbolo della cultura occitana che da tempo il borgo più occidentale della Liguria è impegnato a difendere. In ossequio alla legge 15 dicembre 1999, n. 482 e al decreto del presidente della Repubblica 2 maggio 2001, n. 345. il comune di Olivetta San Michele è infatti il solo della regione per il quale è stata formalmente deliberata l’appartenenza alla minoranza linguistica storica occitana.

Per Olivetta San Michele – spiega Felice Trocoli, assessore al Turismo –. “la cultura occitana  è il primo motore di sviluppo. È turismo, è storia, è anima del paese. La sua forza attrattiva richiama, soprattutto nei mesi estivi, numerosi curiosi e appassionati provenienti dalle valli occitane a sud-ovest del Piemonte e dal resto della Liguria, nonché turisti stranieri: i cugini francesi originari della zona meridionale fino al Croissant e i nordeuropei. Questi ultimi, tengo a sottolineare, sono anche i principali acquirenti di beni immobili a uso secondario del nostro territorio. Per offrire ospitalità e intrattenimento a questo crescente flusso di presenze nazionali e internazionali, qualche anno fa abbiamo aperto il Museo occitano e, in collaborazione con la Chambra d’oc del Piemonte, organizziamo briefing, eventi e visite guidate”.

L’appartenenza ai Pays d’oc, dunque all’area storico-geografica europea nota come Occitania, è per Olivetta San Michele un’irrinunciabile fonte di guadagno per le casse comunali. Il lato economico, tuttavia, viene dietro l’orgoglio di appartenere alla vasta comunità che, ignorando le frontiere statali, attraversa le Alpi Cozie e quelle Marittime, unisce Bordeaux a Briançon, si allunga da Mentone fino alla Catalogna, e, dopo aver corso sui Pirenei e sullo stato spagnolo con Val d’Aran, si tuffa nell’oceano Atlantico. Comunità il cui idioma, tra l’altro, è stato formalmente definito dal padre della letteratura italiana, Dante Alighieri.

A riguardo – aggiunge Trocolo – dietro la proposta di legge del senatore Nunziante Consiglio di Lega Nord, dallo scorso maggio nel Municipio del paese, il primo cittadino Adriano Biancheri celebra i matrimoni civili nella lingua occitana: una strategia di tutela della parlata d’oc, la quale trova viva concretizzazione nel tradizionale appuntamento estivo della Festa occitana“.

Quest’anno l’evento, giunto alla sua tredicesima edizione, torna il prossimo 29 luglio portando con sé importanti novità: nelle tre borgate del paese saranno dislocati altrettanti gruppi musicali, uno di provenienza francese e due piemontese, i quali si esibiranno in repertori tradizionali della musica occitana ma anche in brani rivisitati in stile rock. Il momento di festa, che affonda le sue radici in alcune usanze popolari medioevali, troverà la sua massima espressione, oltre che nella musica, nelle danze più antiche e caratteristiche, dalla giga e la currenta alla polche e la scottish, e nella preparazione e degustazione di specialità tipiche occitane. Il tutto nei colorati e folkloristici costumi dell’epoca.

 

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