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Ventimiglia, falso dentista pizzicato dalla polizia: ora è indagato per esercizio abusivo della professione medica fotogallery

I pazienti, completamente ignari del rischio cui si sottoponevano volontariamente, avevano scelto di ricorrere alle cure odontoiatriche del “dottore”

Ventimiglia. Si spacciava per dentista e curava carie e altri disturbi come se fosse un vero e proprio medico, ma la laurea e dunque un titolo di studio che accertasse le sue capacità in tal senso non l’aveva mai ottenuta. Ed è così che è finito nei guai un cinquantenne di Catania, Santo Licciardello, domiciliato a Mentone pizzicato dalla polizia di Stato che lo ha colto nella flagranza del reato di esercizio abusivo della professione medica.

Gli agenti del commissariato di Ventimiglia lo hanno “beccato” nel suo studio “Italdent” in una via del centro cittadino, via della Repubblica 1a: qui, da almeno due anni, il falso dentista, titolare della società “Avadent”, effettuava cure mediche e rilasciava prescrizioni farmacologiche senza essere iscritto all’albo nazionale dei medici chirurghi o a quello degli odontoiatri e privo di laurea in medicina.

Le indagini sono state portate avanti per qualche giorno dagli investigatori diretti da Saverio Aricò, dirigente del commissariato di   via Aprosio: dopo aver constatato la mancanza dei necessari titoli di studio e delle previste speciali abilitazioni dello Stato, gli agenti sono entrati nello studio medico e hanno sorpreso all’opera il falso dentista al quale hanno immediatamente contestato l’esercizio abusivo della professione medica.

Lo studio medico era pubblicizzato esternamente con la sola indicazione del nome “Italdent” posta nell’apposito spazio all’interno della pulsantiera del citofono condominiale dove compariva, in aggiunta, anche il precedente nome “Avadent s.r.l. società tra professionisti”. Gli investigatori hanno accuratamente perquisito l’appartamento, adibito a studio medico, che è stato chiuso e posto sotto sequestro preventivo con affissione di sigilli alle finestre e alla porta.

Sequestrati all’interno tutte le apparecchiature specialistiche e numerosi documenti comprovanti lo svolgimento abusivo dell’attività medica. Agende, block notes e documenti vari riportanti appuntamenti orari, nomi, abbreviazioni riferite alle prestazioni specialistiche, appunti tariffari, timbri contrassegnati con il nome e il logo della s.r.l. medica, ricevute fiscali in bianco e compilate con l’intestazione di pazienti e i relativi importi corrisposti.

Le indagini proseguono. Gli investigatori hanno già rintracciato molte persone ingannate dalla normalità soltanto apparente dell’ubicazione dello studio dentistico.
I pazienti, completamente ignari del rischio cui si sottoponevano volontariamente, avevano scelto di ricorrere alle cure odontoiatriche del “dottore” probabilmente allettate da prezzi resi convenienti proprio dall’esercizio illegale della professione medica in ambiente non autorizzato.

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