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Ventimiglia, 45 pattuglie di polizia impegnate in un maxi controllo alla frontiera: sette arresti foto

Tre passeur e quattro marocchini che viaggiavano con documenti falsi

Ventimiglia.  Un diciannovenne romeno C. Beniamin, un pakistano di 31 anni con regolare soggiorno rilasciato dalla Questura di Caltanissetta ed un afghano di 27 anni, anch’egli munito di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Rieti, sono stati arrestati domenica notte dagli agenti della polizia di frontiera con il supporto del commissariato di Sanremo con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina: trasportavano 15 clandestini in Francia, stipati su un furgone, uno contro l’altro, in un abitacolo privo di aria. Tra questi, tutti tra i 20 e i 30 anni di varie etnie, anche una donna in avanzato stato di gravidanza la cui sofferenza, anche per la mancanza di ossigeno, era evidente. La donna è stata accompagnata da una pattuglia presso il punto di accoglienza della chiesa della Gianchette.

In totale sono sette gli arresti da parte del personale della polizia di frontiera, diretto dal dottor Martino Santacroce, risultato di un dispositivo di controllo ad ampio spettro programmato ed effettuato su tutte le direttrici stradali ed autostradali di questa zona confinaria secondo le direttive impartite e sollecitate dal direttore dalla 1^ Zona di Torino, dottor Raffaele Cavallo.

I servizi, che hanno visto l’impiego di circa 45 pattuglie ed un cospicuo numero di personale (tra polizia e militari), sono stati particolarmente mirati alla verifica dei documenti esibiti in frontiera, anche in considerazione che la contraffazione documentale è risultato essere un fenomeno in crescita, come si evince dalle centinaia di documenti sequestrati, in modo particolare titoli di viaggio e permessi soggiorno apparentemente rilasciati a richiedenti asilo ma risultati, dopo approfondimenti, totalmente falsi.

E’ il caso di ben 4 arrestati, tutti marocchini di età compresa tra i 23 ed i 37 anni, controllati durante i servizi presso la barriera autostradale a bordo di un pullman Eurolines. In tutti i casi gli stranieri, provenienti da Napoli, erano diretti in Spagna. Al controllo documentale ognuno di loro ha esibito, in differenti situazioni, sia il titolo di viaggio che il permesso di soggiorno apparentemente da Questure di Roma e Verona. I dubbi nutriti dai poliziotti, divenuti nel tempo dei grandi esperti anche in materia di contraffazione documentale, ha indotto gli stessi a proseguire gli accertamenti presso l’Ufficio centrale, sottoponendo quindi gli stranieri a foto segnalamento e comparazione impronte al fine di addivenire alla loro identità. Approfonditi controlli per mezzo di sofisticate attrezzature hanno consentito di stabilire la falsità dei documenti (in totale 8) che sono stati così sequestrati. I quattro stranieri, tratti in arresto, sono stati condotti davanti al giudice del Tribunale di Imperia per il processo per direttissima.

Durante i servizi programmati nella notte di domenica e a seguito di attività di controllo partita dalla città di Sanremo in direzione confine di Stato, avviata dagli uomini di quel Commissariato diretti dal dottor Lorenzo Manso unitamente agli operatori del Settore di frontiera, è stato fermato alla barriera autostradale diretto in Francia, un furgone Citroen di proprietà e con targa francese ma condotto da un diciannovenne rumeno C. Beniamin, munito di regolari documenti. Al suo fianco un pakistano di 31 anni con regolare soggiorno rilasciato dalla Questura di Caltanissetta ed un afghano di 27 anni, anch’egli munito di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Rieti.

L’arrivo del mezzo furgonato, rientrante nel genere oggetto di osservazione ed il successivo nervosismo dei giovani inducevano gli agenti della Frontiera e di Sanremo ad un più approfondito controllo del mezzo mediante l’apertura del portellone. Prima ancora di vedere l’enorme carico umano, veniva percepito il respiro affannoso ed inquietante degli occupanti: ben 15 clandestini, quasi tutti tra i 20 ed i 30 anni di varie etnie, stipati l’uno contro l’altro in un abitacolo privo di aria. Fatti immediatamente scendere dal mezzo veniva notata, proprio nascosta in fondo, una donna in avanzato stato di gravidanza la cui sofferenza, anche per l’evidente mancanza di ossigeno, necessitava di immediata attenzione; pertanto veniva condotta da una pattuglia presso il punto di accoglienza della chiesa della Gianchette. Nel frattempo gli stranieri clandestini venivano condotti presso l’ufficio del Settore per la loro identificazione mentre i tre “passeur”, tratti in arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in questo caso anche aggravato sia per il trasporto della donna incinta che per il denaro ricevuto dai migranti che ne facevano espressa dichiarazione, denaro successivamente rinvenuto nelle tasche dei tre stranieri arrestati e condotti davanti alla autorità giudiziaria di Imperia.