Tutte le problematiche del porto turistico di Imperia rimaste irrisolte

Uno scalo pensato per i grandi yachts con barche che creano reddito sicuro per la proprietà ma con tanti difetti

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Imperia. Un porto che ha molte problematiche dal giorno del suo ampliamento e che ha bisogno urgente di interventi di sistemazione al di là della sua gestione commerciale.

Lo specchio acqueo interno non riparato dalla risacca, neppure quella che si crea con il vento di libeccio che dovrebbe essere protetto dal molo lungo, quindi il prolungamento, modificato dalla Sovrintendenza regionale, che ha contribuito a rendere l’interno “vittima”di tutti i venti da est fino a sudovest. Situazione che, perfino alla parte più vicina all’ingresso del molo di ponente, appunto, in caso di vento forte da quei settori è assolutamente sconsigliabile ormeggiare qualunque scafo.

Pensato per i grandi yachts con barche che creano reddito sicuro per la proprietà e indotto per i servizi connessi legati alla cantieristica. Tuttavia il capannone costruito per quello scopo, si è rivelato abusivo e abbattuto mentre l’accesso dal mare tutt’ora non non esiste: non ci sono specchi acquei e fondali di dimensioni adeguate per il loro passaggio verso il cantiere.

Oltre al fatto che non sono stati previsti locali commerciali adatti al settore. La direzione è decentrata rispetto al bacino e gli addetti non hanno la possibilità di controllare il traffico portuale da quella posizione. Anche i materiali utilizzati denunciano una qualità discutibile. Ne è stata la dimostrazione tangibile il caso, alcuni anni fa, di un motoryacht che, a causa della risacca, ha divelto una bitta, un “appiglio” metallico per l’ormeggio, ma non a bordo, bensì collocata a terra.

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