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Tre icone della musica italiana chiedono di cambiare il regolamento del Festival di Sanremo

La petizione di Mogol, Mario Lavezzi e Franco Mussida

Sanremo. Da quanto tempo a Sanremo non si sentono piu’ canzoni capaci di durare nel tempo? Sono partiti da questa domanda Mogol, Mario Lavezzi e Franco Mussida, per lanciare una petizione che chiede di cambiare il regolamento del festival, riportando al centro della gara la canzone di qualità.

La premessa della petizione – presentata oggi a Milano racconta l’Ansa – e’ che “alla base di un successo musicale duraturo nel tempo e che vada oltre le mode, c’e’ la qualita’ di scrittura di una canzone e l’originalita’ di un’idea”. Negli ultimi anni, invece, “si e’ preferita una logica di spartizione a favore di un sistema in grado di garantire all’organizzazione della manifestazione la partecipazione di artisti di acquisita popolarita’, ma spesso – a parte poche eccezioni – a prescindere dal livello qualitativo delle canzoni. Questo metodo ha generato risultati che negli anni sono diventati sempre piu’ deludenti”.

Ma un sistema per venirne fuori secondo Mogol, Lavezzi e Mussida, c’e’: loro l’hanno trovato in un regolamento che prevede prima la scelta di 20 canzoni scritte da autori italiani e poi la loro assegnazione, da parte del direttore artistico del Festival, agli interpreti, tenendo in considerazione le candidature di artisti proposte dalle varie case discografiche.

Imprescindibile una giuria preposta alla scelta delle opere che sia composta da professionisti in grado di condurre il lavoro di selezione senza condizionamenti. “Immaginate una giuria collegata solo alla musica di qualita’”, ha detto Lavezzi, ricordando l’anno in cui fece parte della giuria incaricata di scegliere i giovani per Sanremo e seleziono’ artisti come i Neri per caso, Gianluca Grignani, Daniele Silvestri, Irene Grandi e i
Velvet. “Non selezionammo artisti poi diventati noti perche’ eravamo piu’ bravi ma perche’ – ha sottolineato – nella scelta basta valutare solo musica e parole”.

“Lo scopo della petizione – ha aggiunto Mussida – e’ spostare il baricentro da una gara in cui la carriera del cantante e’ l’elemento principale a una nuova visione dove unire la grande creativita’ e il mondo degli interpreti”. “Scegliere le canzoni prima dei cantanti e’ una buona idea – ha detto Mogol in un videomessaggio -, si torna cosi’ al Sanremo di una volta e alla canzone di qualita’. Quello che piu’ conta e’ il livello culturale
popolare, se continua a scendere e’ una cosa gravissima”.

La petizione, firmata da artisti come Ornella Vanoni, Alexia, Gianni Bella e Loredana Berte’, sara’ inviata al direttore generale della Rai, al direttore di Rai Uno, al sindaco di Sanremo e al Ministero dei Beni Culturali. Se non venissero ascoltati, i promotori – ha accennato Lavezzi – potrebbero anche pensare all’organizzazione di un festival alternativo, magari in autunno, su Sky o Mediaset, ma il loro scopo rimane quello di
evitare che “personaggi di fama – ha detto il figlio di Mogol – facciano Sanremo con brutte canzoni”. “Le belle canzoni ci sono, manca solo la ricerca”, ha aggiunto Lavezzi, spiegando che loro vorrebbero invece “trovare solo picchi”. Per quanto riguarda l’ultimo festival, gli artisti salvano la trionfatrice ‘Occidentali’s Karma’: “in un festival sottotono – ha concluso Lavezzi – la canzone di Gabbani era fortissima”.