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Tradeco, Fossati (Imperia Riparte): “Penso fosse impossibile fare peggio di così”

"Credo che la transazione conclusa dal Comune di Imperia e Tradeco verrà inserita di diritto nei testi di diritto civile, per esemplificare come non va conclusa una transazione"

Imperia. “Comune di Imperia ha riportato una nuova sconfitta inerente il pagamento delle somme dovute ai lavoratori ex Tradeco. Tale ulteriore sconfitta impone qualche considerazione, anche alla luce degli annunciati “buchi di bilancio”, da coprire con gli immancabili “dolorosi tagli”. Credo che la transazione conclusa dal Comune di Imperia e Tradeco verrà inserita di diritto nei testi di diritto civile, per esemplificare come non va conclusa una transazione.

Qualsiasi avvocato (serio) ha ripetuto mille volte ai suoi praticanti che ‘è meglio una cattiva transazione che una buona sentenza: una transazione serve ad evitare contenziosi lunghi e costosi e dall’esito spesso incerto. Bene, il Comune di Imperia è riuscito nell’impresa di concludere una transazione talmente pessima che, non solo non ha evitato contenziosi lunghi e costosi, ma li ha generati in modo esponenziale: credo che siano oltre a euro 500.000,00 le spese legali già erogate a favore dell’avvocato del Comune per la vicenda Tradeco.

Credo anche che il modo in cui il Comune di Imperia ha gestito la vertenza con i lavoratori ex Tradeco verrà inserito di diritto nei testi giuridici in materia di procedure esecutive, per esemplificare come non va gestita una controversia in materia esecutiva. Qualsiasi avvocato sa (o dovrebbe sapere) cos’è un titolo esecutivo, cos’è un pignoramento presso terzi, quando e come si può fare opposizione.

Bene, il Comune di Imperia è riuscito nell’impresa di proporre un’opposizione per motivazioni ritenute dal Giudice “inammissibili” ed “infondate”, con un danno per l’Ente di circa € 120.000,00, per spese legali dovute alla controparte, cui si aggiungeranno, ovviamente, quelle del proprio difensore. Qualche cifra, così, uscendo dal tecnico, si passa al concreto, ossia ciò che interessa ai cittadini:

a) il debito di TRADECO verso i lavoratori era di € 173.000,00 circa;
b) a seguito dei decreti ingiuntivi e del primo pignoramento presso terzi, considerate le spese legali, il Comune doveva pagare ai lavoratori € 302.000,00 circa, con possibilità di eventuale rivalsa integrale di detta somma verso Tradeco. Il Comune non ha voluto pagare e si è arrivati ad un pignoramento diretto contro il Comune (Tesoreria e Carige per il “tesoretto”);
c) a seguito del pignoramento presso la TESORERIA comunale e CARIGE s.p.a. ed alla opposizione respinta dal Tribunale, il Comune deve oggi pagare € 420.000,00 circa, con impossibilità giuridica di recuperare da Tradeco la differenza di circa € 120.000,00 per le spese legali legate al nuovo pignoramento ed alla opposizione “inammissibile” ed “infondata”.

Riscrivo per rendere più chiaro il concetto: 173.000,00 diventano 302.000,00, che diventano 420.000,00.
Il risultato di tale condotta giuridicamente dissennata, oltre che indegna verso i lavoratori? I lavoratori hanno atteso anni per avere le somme loro dovute e l’onere per il Comune è passato da € 173.000,00 ad € 420.000,00, di cui € 120.000,00 circa non recuperabili da Tradeco. Oltre, ovviamente, centinaia di migliaia di euro versati e da versare all’avvocato del Comune.

 Penso fosse impossibile, oggettivamente, fare peggio di così. Sentiamo spesso il sindaco, gli assessori ed i consiglieri di maggioranza dire che “non ci sono soldi”, per la scuola, per la cultura, per le manifestazioni, per lo sport, per le manutenzioni, per gli investimenti, per assistere chi è in difficoltà, ecc. L’elenco sarebbe infinito. In parte, può essere vero, ma penso che, in gran parte, i soldi che ci sono vengano spesi molto, ma molto, male. Questa vicenda ne è l’esempio più evidente” - commenta Giuseppe Fossati di Imperia Riparte riguardo alla sentenza depositata ieri mattina dal giudice Antonella Ruocco che rigetta il ricorso del Comune sui conti da pagare agli ex lavoratori della Tradeco ritenendo le eccezioni inammissibili e infondate.

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