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Sanremo: turbativa d’asta per l’affidamento del bar dell’ospedale, in due a processo

L'Asl si è costituita parte civile, imputato un ex assessore

Sanremo. La storia risale al 2011 quando si doveva assegnare la gestione del bar dell’ospedale di Sanremo. A vincere la gara d’appalto per l’assegnazione dell’esercizio commerciale era stata la Casile Sas per un importo di 167 mila euro. Ma erano emerse delle irregolarità soprattutto nella presentazione del Durc. In sostanza aveva partecipato all’appalto senza averne i requisiti tanto che il bar, dopo, era stato assegnato alla Sirio, attuale gestore del bar. Secondo il pubblico ministero Marco Zocco avrebbero presentato una falsa documentazione. Volta a dimostrare in particolare che la loro società era ancora attiva, mentre era chiusa da tempo.

A finire sotto processo per falso e turbativa d’asta Simone Casile, 39 anni, di Ventimiglia, e Ida Manfrinato, 73 anni, di Airole, rispettivamente di amministratore e collaboratrice della “Casile sas”. La donna, tra l’altro, aveva ricoperto l’incarico di assessore del Comune della val Roja.

Nel dibattimento davanti al giudice monocratico del Tribunale di Imperia Alessia Ceccardi sono stati ascoltati i funzionari dell’Asl che hanno riferito come “la Casile era una ditta che non era in attività, tuttavia aveva segnalato che avrebbe presentato al piú presto un nuovo Durc”. “L’azienda – ha riferito oggi in aula una collaboratrice amministrativa dell’Asl che aveva seguito passo passo la gara e che era addetta all’ufficio acquisti – aveva consegnato una nota attestante l’avvenuta regolarizzazione presso Inps e Inail”. Solo che anche quel documento, che secondo la magistratura sarebbe stato contraffatto, non riportava la situazione reale: la ditta era inattiva, come risultato poi alla Camera di Commercio del capoluogo.

L’Asl, tra l’altro, si è costituita tramite l’avvocato Alessandro Moroni, dopo aver denunciato la irregolarità nell’appalto, mentre Simone Casile e Ida Manfrinato sono difeso dagli avvocati Cristina Parola e Raffaella Agnese. A segnalare alla Procura di Imperia i sospetti sull’operato della Casile” era stata proprio l’Asl. Il processo è stato aggiornato a settembre quando saranno ascoltati anche i testi della difesa e si arriverà a sentenza.

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