Sanremo, Fidapa BPW Italy per le donne vittime di mafia: “Il coraggio di denunciare è una virtù che gli uomini hanno perso” foto

Donne che hanno rischiato la loro stessa vita per diffondere la voce della legalità, alle quali lo scrittore e giornalista Paolo De Chiara, protagonista dell’incontro, ha dedicato il libro“Testimoni di giustizia"

Sanremo. Il coraggio come virtù femminile: è il tema trattato questo pomeriggio presso la Biblioteca civica di via Carli in un incontro promosso da Fidapa BPW Italy  – Sanremo.

Da sempre impegnata nella valorizzazione delle donne e dei loro talenti per lo sviluppo sociale, economico e politico del nostro territorio e non solo, la sezione locale della Federazione italiana donne arti professioni e affari ha fortemente voluto l’evento “in quanto – spiega la presidente Beatrice Vanzocerte scelte di vita implicano una determinazione che solo in genere femminile spesso possiede. Oggi abbiamo parlato di donne testimoni di giustizia, di mogli, figlie o compagne di uomini appartenenti alla criminalità organizzate e che hanno trovato il coraggio di denunciare quello che intorno a loro accadeva nell’intento di dare un futuro diverso ai loro figli”.

Donne che hanno rischiato la loro stessa vita per diffondere la voce della legalità, alle quali lo scrittore e giornalista Paolo De Chiara, protagonista dell’incontro, ha restituito giustizia e insieme ha elevato la loro figura a grande esempio civile nel libro“Testimoni di giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato la mafia”. “Tante sono le donne coraggiose che hanno affrontato le organizzazioni criminali mettendo a repentaglio la loro stessa esistenza – dichiara De Chiara –. Dall’Unità d’Italia, nel nostro Paese le mafie hanno ammazzato oltre 150 donne. Perché è accaduto questo? Perché le donne hanno la forza di denunciare in nome dei propri figli. Solo a titolo di esempio, ricordo le storie drammatiche di Maria Concetta Cacciolo, una donna calabrese che ruppe il codice dell’ ‘ndrangheta e per salvare i tre figli fu costretta a bere l’acido muriatico; e di Lea Garofalo che per proteggere la vita della figlia ha alzato la testa ma è stata ammazzata, e tutto ciò a Milano, nel vicinissimo 2009, a dimostrazione di quanto dobbiamo aprire gli occhi e capire che le mafie sono radicate su tutto il territorio nazionale, di quanto le organizzazioni criminali, prima fra tutte l’ ndrangheta, la più forte economicamente e militarmente, temono le donne: coloro che hanno il coraggio che gli uomini non hanno più”.

All’incontro era presente anche Daniela Cassini, assessore al Turismo, cultura e manifestazioni del Comune di Sanremo.