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Processo per i maltrattamenti al Borea, condannata a due anni Rosalba Nasi foto

Una storia che aveva suscitato scalpore dopo ls scoperta della guardia di finanza

Imperia. E’ arrivato a sentenza il processo per la casa di riposo “lager” Borea di Sanremo. Dopo lo stop forzato per sciopero degli avvocati della settimana scorsa il giudice Botti ha deciso per due assoluzioni e una condanna.

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Nell’ultima udienza del mese scorso erano state avanzate le richieste il pm Paola Marrali durante l’udienza finale dell’inchiesta “Acheronte”, il fiume degli Inferi culminata con i clamorosi arresti del 2012, aveva chiesto due condanne e una assoluzione.

Sul banco degli imputati Rosalba Nasi condannata a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena per la quale era stata chiesta una condanna a un anno e otto mesi), moglie dell’ex senatore Gabriele Boscetto (difesa dall’avvocato Mager); era stata richiesta l’assoluzione per il presidente della Cooperativa Airone di Imperia Stefano Bisiani (difeso dall’avvocato Cappellin). Istanza accolta dal giudice perchè non costituisce reato. È stato assolto per non aver commesso il fatto un dipendente del Borea Benito Viale (difeso dall’avvocato Andrea Artioli).

Rosalba Nasi dovrá anche risarcire la parte civile: l’Asl, la fondazione Borea e i parenti degli anziani vittime delle violenze. Tra 90 giorni si conoceranno le motivazioni della sentenza. Per l’unica imputata condannata scontato il ricorso  in appello.

Una storia di violenze che una volta filmate dalle telecamere piazzate dalla guardia di finanza avevano fatto il giro d’Italia: nonnine gracilissime sbattute con forza sui loro letti, ai quali in alcuni casi venivano legate; uomini anziani malmenati e insultati; disabili trattati come bestie. Lo aveva ricordato anche il pm nella sua conclusione anche se va ricordato che per molti di questi episodi infermieri e personale impiegato aveva già chiuso i conti con la giustizia da un pezzo. “Nessuno degli imputati aveva mai fermato questi comportamenti illeciti nonostante le lamentele avanzate dai familiari degli anziani vittime dei soprusi. Gli imputati hanno omesso qualsiasi tipo di vigilanza nella struttura, ma piuttosto erano preoccupati per l’immagine della struttura. Eppure i segnali d’allarme c’erano ed erano stati numerosi”.

Ad accorgersi che qualcosa non andava erano stati i parenti degli ospiti della casa di riposo Borea, dopo aver notato qualche livido sospetto. Da qui l’inchiesta della guardia di finanza che aveva scoperto, attraverso le immagini, scene agghiaccianti. C’era l’operatore che passando in corridoio accanto ad una vecchina, immobile sulla sedia a rotelle addossata al muro, e all’improvviso, senza mostrare apparentemente alcuna emozione, le ha sferrato una gomitata in pieno volto, continuando a camminare. Con la formula del rito abbreviato erano stati condannati in precedenza: Antonio Arias Ponce (3 anni e 10 mesi), Ihor Telpov (3 anni, 5 mesi e 20 giorni). Per altri quattro dipendenti della casa di riposo erano stati definiti quattro i patteggiamenti a 3 anni e 2 mesi di reclusione.

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