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Privatizzazione dell’ospedale di Bordighera, Sinistra Italiana: “Esprimiamo contrarietà alla ventilata ipotesi” foto

"Si ritiene che la proposta della Giunta regionale di arrivare ad una privatizzazione del 15% della sanità ligure non sia altro che il tentativo di esportare in Liguria il modello lombardo"

Bordighera. “A nome di Sinistra Italiana del comprensorio intemelio, e sulla base di quanto è emerso nelle riunioni del del gruppo “Incontriamoci a Sinistra”, desideriamo esprimere la nostra netta contrarietà alla ventilata ipotesi di privatizzazione dell’ospedale di Bordighera portata avanti dalla Giunta Regionale ligure.

In primo luogo si ritiene che la proposta della Giunta regionale di arrivare ad una privatizzazione del 15% della sanità ligure non sia altro che il tentativo di esportare in Liguria il modello lombardo di sanità. Modello che è stato attuato e realizzato in un contesto socio-economico molto diverso dal nostro, dove esiste un grosso afflusso di trasferimenti di pazienti e risorse da altre regioni e che, nonostante ciò, ha dimostrato in passato notevoli elementi di criticità e di abuso delle modalità della sanità convenzionata.

Addirittura, da quanto emerso da alcuni resoconti giornalistici, sembra che le modalità con cui è stata presa tale decisione e il merito della decisione stessa, possano corrispondere ad esigenze e sollecitazioni provenienti da settori della sanità lombarda. E su questo sarebbe opportuno un maggiore chiarimento in sede di discussione politica.

Venendo, invece , al merito della situazione del nostro comprensorio, riteniamo che la privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera non costituisca la risposta lineare ed efficace che i cittadini si aspettano.

Normalmente le privatizzazioni in campo sanitario, proprio per la difficoltà delle verifiche e dei controlli tipiche della sanità privata convenzionata, non costituiscono quasi mai un risparmio di risorse, al contrario spesso inducono un’espansione della spesa. A danno dunque di altre prestazione e interventi nel settore pubblico, visto le limitate e risicate risorse del servizio sanitario nazionale.

Fra l’altro la eventuale ipotesi di privatizzazione dell’ospedale bordigotto dovrebbe anche chiarire tutta la parte inerente la gestione del punto di primo soccorso: sia relativamente alle perplessità su come questo posso essere gestito privatamente (vista anche la sua non appetibilità economica) e sia come questo eventualmente possa essere riclassificato come “Pronto Soccorso”, vista la norma che impedisce la realizzazione di pronto soccorsi per bacini di utenti sotto gli 80.000 mila abitanti e soprattutto in mancanza di un adeguamento dei reparti essenziali al suo funzionamento. Rimane in sospeso anche la questione della proprietà comunale della struttura. Con quale tipo di rapporto verrà data la struttura comunale al privato?

L’idea che sta dietro questa decisione è dunque che invece di procedere ad un graduale recupero dell’operatività del nosocomio pubblico bordigotto, si preferisca rimetterlo a privati cui andranno i benefici in termini di profitti (con soldi pubblici), ma con un maggior esborso per le casse pubbliche, senza un automatico miglioramento dei servizi per gli utenti.

La nostra proposta, anche alla luce di quanto sollecitato dal Tavolo Tecnico (vedi relazione 2016) e mai preso in considerazione dall’Amministrazione Regionale, invece è quella di:

1. per quanto riguarda Bordighera, vista comunque l’alta operatività del punto di primo intervento bordigotto, visto l’intasamento del Pronto Soccorso di Sanremo e visto il forte aumento dell’utenza (ben superiore agli 80.000 utenti) nel periodo estivo, ripristinare in prospettiva il punto di Pronto Soccorso 24 su 24 e per il momento, ma da subito, rafforzare il “ Punto di primo intervento” per le situazioni di piccola emergenza con diagnostica rapida (radiologia e laboratorio), con aumento dei letti per l’astanteria (osservazione) e il rafforzamento del personale, cui deve aggiungersi il consolidamento delle strutture di traumatologia e medicina interna,
2. incrementare di almeno altre tre automediche a livello provinciale (2 su Ventimiglia – Bordighera, 2 su Sanremo e 2 su Imperia);
3. adeguare per la nostra provincia e per il comprensorio progressivamente i coefficienti, inseriti nel decreto Balduzzi, riguardanti i posti letto essenziali: 3×1000 (acuti) e 0,7×1000 (post-acuti);
4. realizzazione urgente del Pala-Salute;
5. abbattimento delle liste d’attesa, tramite l’aumento delle ore di laboratorio e del personale ospedaliero e l’incremento delle specialità da trattare (tramite le necessarie assunzioni di infermieri, medici, tecnici, medici refertatori), anche per esami diagnostici complessi;
6. maggiore informazione e prevenzione sanitaria ai cittadini: rivalutazione della figura del medico di famiglia.

Riteniamo che questo tipo di interventi, meglio che la privatizzazione, possano costituire un significativo miglioramento dei servizi per i cittadini-utenti e possano fornire le giuste risposte alle richieste socio-sanitarie del nostro comprensorio. Riteniamo anche che questi urgenti adeguamenti non costituirebbero un costo superiore a quanto probabilmente produrrebbe la ventilata privatizzazione auspicata dal Presidente Toti e dall’Assessore Viale” – affermano Franco Faraldi, Giuseppe Picchianti e Corrado Ramella.