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Poliziotto penitenziario aggredito da detenuto nel carcere di Sanremo, la protesta del SAPPE

"Un detenuto straniero ha provocato e poi si è improvvisamente scagliato contro uno degli agenti di servizio con calci e pugni"

Sanremo. Ancora al centro delle cronache un carcere della Liguria. Spiega Michele Lorenzo, segretario nazionale per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Questa mattina, un detenuto straniero ristretto nella Casa di Reclusione di Sanremo ha prima provocato e poi si è improvvisamente scagliato, senza alcuna ragione, contro uno degli Agenti di servizio con calci e pugni. Il personale di Polizia è intervenuto prontamente bloccandolo, ma un poliziotto penitenziario è stato inviato al Pronto Soccorso per le lesioni subite. Una aggressione violenta ingiusta ed ingiustificata, che deve essere stigmatizzata e condannata senza alcun indugio e che merita adeguati provvedimenti disciplinari e penali. Solidarietà del SAPPE al poliziotto penitenziario ferito”.

“L’aggressività dei detenuti è sempre maggiore e pericolosa ed ogni pretesto è utile, per qualcuno, per alterare ordine e sicurezza interna” – aggiunge – “I momenti di socialità, l’immissione nella sala docce, l’aumento di ore in regime penitenziario aperto sono situazioni sempre ad alto rischio per gli Agenti di Polizia Penitenziaria di Sanremo, senza alcuno strumento per la difesa personale. Basta!”.

Il SAPPE ricorda che, nell’anno 2016, nella Casa di Reclusione di Sanremo si sono verificati molti eventi critici: “ben 152 atti di autolesionismo, 18 tentati suicidi e 123 colluttazioni. E nonostante tutto questo si cerca di dire che a Sanremo va tutto bene, che tutto è a posto, e che la situazione è tranquilla. Tanto ad essere aggrediti sono i poliziotti penitenziari, che stanno in prima linea 24 ore al giorno”.

Apprezzamento ai poliziotti penitenziari di Sanremo anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Queste aggressioni sono inaccettabili e vanno condannate con fermezza. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno, ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 agenti …”.

“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere” – concludono i sindacalisti del SAPPE – “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti. E questo deve fare capire in quali condizioni sono costretti a lavorare i poliziotti penitenziari in Italia ed a Sanremo in particolare, spesso vittime loro stessi della follia delinquenziale di certi detenuti”.