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Maltrattamenti e furti al Cicalotto di Pornassio, il pm Politi ha chiuso le indagini fotogallery

"Strane" sparizioni di farmaci che ha visto allargarsi la vicenda giudiziaria condotta dalla procura imperiese

Pornassio.  Un insieme di prove e i testi di alcune conversazioni intercettate e riprese dalle cimici e dalle telecamere della guardia di finanza all’interno della struttura “Il Cicalotto” , ma che poco dopo si è arricchito di un nuovo capitolo. Il primo marzo scorso il pm Antonella Politi ha chiuso l’inchiesta in otto pagine e agli indagati è arrivato l'”Acip”. Siamo dunque al capolinea della vicenda.

In questa storia sono una decina gli indagati oltre agli operatori socio-sanitari Massimo Deperi (consigliere comunale a Pornassio è ancora ai domiciliari) e Vjollca Ferhati con il divieto di dimora e l’infermiera professionale Elena Stoica, sospesa dal lavoro per un anno. Sono finiti nel mirino della Procura anche altri dipendenti della struttura della Valle Arroscia. Nel corso dell’attività investigativa sarebbero emerse delle strane “sparizioni” di farmaci ad uso personale. Furti che sarebbero stati ripresi dalle telecamere posizionate dalla guardia di finanza su disposizione della magistratura di Imperia. Altre quattro persone erano già state denunciate a piede libero.  Gli indagati dal pm Politi alla fine sono: Massimo Deperi, Vjolica Ferhati, Elena Stoica, quindi Jacopo Pisaturo, Barbara Canestro, Alessandra Capozza, Barbara Armonti, Gleda Aschero, Daniela Arranga.

In questi giorni gli avvocati difensori hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. I legali potranno decidere se presentare memoriali o chiedere nuovi interrogatori al magistrato che, dopo venti giorni, potrà presentare istanza di rinvio a giudizio al gip.

Ma al centro dell’inchiesta restano quelle ripetute vessazioni durate “svariati mesi se non anni”, si legge nel provvedimento, che hanno creato uno stato d’animo di angoscia e paura nelle vittime, tutti pazienti anziani, disabili psichici con gravi difficoltà motorie e non autosufficienti. Ad imprecazioni e offese si aggiungevano, molto spesso, la mancanza delle cure primarie, come provvedere alla loro igiene personale. Nei filmati si vedono più episodi in cui i pazienti, dopo essersi tolti gli abiti ed essersi sporcati, venivano lasciati da soli, per terra, anche due o tre ore. I reati ipotizzati sono quelli di maltrattamento e abbandono di incapace e anche di peculato per i misteriosi furti dei farmaci.

Tutta l’inchiesta era scattata nel corso dell’estate quando, a fronte di alcune segnalazioni, gli uomini delle Fiamme gialle avevano piazzato delle telecamere per registrare quanto accadeva all’interno della residenza, che conta una sessantina di ospiti con problemi psichiatrici, spesso correlati a dipendenza da alcol o stupefacenti. Tra loro, e sarebbero le principali vittime dei maltrattamenti da parte degli operatori colpiti dalla misura cautelare, anche alcuni anziani provenienti da un ex manicomio del Bresciano. Per mesi i finanzieri hanno raccolto le prove dei maltrattamenti, osservando grazie alle microcamere puntate su letti, corridoi e altri spazi comuni, le angherie subite dagli ospiti.

 

 

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