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Taggia: M5S, 30 attivi nel meetup, pochi pronti a candidarsi. E servirà l’ok della Casaleggio e Associati

Al momento sembra siano meno di dieci i possibili candidati. Dopo Genova e Imperia anche a Taggia difficoltà per il Movimento. Per privacy sconosciuto il numero di iscritti

Taggia. Dodici nomi: undici consiglieri più il candidato a sindaco. Questo è il numero minimo necessario per presentare una lista alle prossime elezioni comunali di Taggia, un traguardo che il Movimento 5 Stelle non sembra in grado di raggiungere.

Manca un comunicato ufficiale che dovrebbe arrivare a giorni, ma le difficoltà traspaiono dallo sfogo di alcuni iscritti al meetup, fuoriusciti dal gruppo nell’autunno scorso, e vengono confermate dai portavoce del gruppo alle prese con l’individuazione dei candidati.

La storia del meetup di Taggia è travagliata: un primo gruppo fu chiuso all’inizio dell’estate scorsa, quando si allontanò Daniele Comandini, rappresentante di spicco del gruppo. Da allora altri membri si sono, o sono stati, allontanati per divergenze interne.

Daniele Comandini entrò in contrasto con il Movimento durante le scorse elezioni regionali e se ne andò sbattendo la porta. Nacque allora un nuovo Meetup, i cui membri attivi non sono più di una trentina e dei quali solo pochi, meno di una decina, sarebbero disponibili per l’avventura amministrativa.

Per capire le difficoltà da affrontare nel preparare la lista è bene riassumere come funziona il meccanismo di adesione al Movimento: per partecipare alle attività del meetup bisogna essere certificati presso il blog di Grillo, ma nessuno sa quanti possano essere in realtà gli iscritti perchè per una regola di privacy le liste non vengono pubblicate nemmeno tra gli iscritti. Nessuno, tranne la Casaleggio e Associati, può sapere quanti siano in realtà gli iscritti in un singolo comune: non c’è quindi un elenco all’interno del quale contattare i candidati con i requisiti adatti.

Nel momento in cui un gruppo di cittadini decide di presentare la lista per le elezioni, la stessa viene proposta alla Casaleggio che la dovrà certificare. In questa situazione il meetup, che fino a poco tempo fa si dichiarava pronto ad amministrare il comune di Taggia, non riesce a raccogliere un  numero sufficiente di candidati. I portavoce più attivi del meetup sono Davide Gaglione, Pino Ceriolo e Marco Bertani, ma è un aspetto che non tengono a sottolineare: nel meetup sono tutti portavoce dei cittadini senza figure di comando. Davide Gagliolo ha accettato di rispondere a qualche domanda sul futuro del meetup in vista delle elezioni.

“Noi in questi mesi abbiamo lavorato sopratutto al programma”, sottolinea Gagliolo. “L’attività del meetup è portata avanti da una trentina di persone ma non tutte possono impegnarsi nell’amministrazione della città. I rapporti con il meetup di Sanremo  e con gli altri in provincia sono buoni,  ma le regole prevedono che i candidati siano tutti residenti nel comune e quindi siamo in difficoltà. A giorni decideremo se presentare la lista.”

Difficile però reperire candidati al di fuori del meetup: il regolamento prevede che si debba essere certificati da almeno un anno, ma come abbiamo detto gli iscritti non si conoscono tra di loro e quindi non si sa quanti possano avere le caratteristiche adatte nel comune di Taggia.

Il portavoce esclude anche che si possa allargare la lista dei candidati a iscritti che fino ad oggi non si siano palesati e non abbiano partecipato attivamente alla vita del meetup. Cosa succederà quindi se non si raggiungerà il numero minimo di candidati per una lista 5 Stelle certificata dalla Casaleggio?

“Escludiamo la formazione di una qualsiasi lista civica che si richiami al Movimento, non dobbiamo candidarci ad ogni costo: vogliamo contare su persone attive nell’affrontare i problemi della città e con il simbolo ufficiale 5 Stelle.”

Senza la presenza del fuoriuscito Comandini sembra anche più difficile contare sul sostegno di gruppi spontanei di cittadini come le mamme del No Lotto 6 e l’associazione Ambiente e salute, delle cui battaglie lo stesso Comandini è stato un rappresentante di spicco.  Le voci di corridoio della politica parlano di un loro possibile appoggio alla candidatura di Conio, ma a tre mesi dalle elezioni tutto è ancora molto vago.

A Taggia sembrano quindi delinearsi due liste facenti capo da una parte ad alcuni esponenti dell’amministrazione Genduso e dall’altra a quelli dell’opposizione facenti capo a Mario Conio, entrambe sicuramente senza simboli di partito, con l’outsider Gabriele Cascino che potrebbe presentare una propria lista.

Il Movimento 5 Stelle, destinato ad essere quindi l’unica forza politica nazionale pronta a correre con il proprio simbolo, rischia paradossalmente di non avere un candidato.

Anche se riuscisse a raggiungere il numero minimo di candidati, undici più il sindaco, nel caso di una vittoria conseguita sull’onda del trend nazionale il Movimento avrebbe una maggioranza risicata in consiglio comunale, composta probabilmente da persone con poca esperienza nell’amministrazione della cosa pubblica. Una sfida non facile da vincere. 

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