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Differenziata a Imperia “Quanto mi costi”, Fossati (Imperia Riparte) spulcia i conti

Il consigliere di opposizione: "Perché quindi la Tari non scende, ma sale? Un altro mistero imperiese?"

Imperia. Con i soli voti della maggioranza il consiglio comunale ha confermato nel massimo di legge le aliquote Irpef, Tasi e Imu. “Questa è la politica fiscale di Capacci e soci: imposte al massimo”, sottolinea Giuseppe Fossati di Imperia Riparte che ieri sera ha dato battaglia nel corso del parlamentino che si è concluso a notte fonda.

Il consigliere di opposizione ha “spulciato” conti e decisioni. La maggioranza ha anche votato l’aumento di circa l’1% delle tariffe Tari. “Dai banchi della maggioranza, hanno detto, suvvia, poca cosa, solo “qualche euro in più a testa”. Non direi: se questa Amministrazione facesse quello che deve, la Tari dovrebbe essere abbassata del 10%, non aumentata del 1%”, sottolinea Fossati.

E qui spiega: “Il motivo è semplice: dal 31.12.2013, per legge, la raccolta differenziata dovrebbe essere al 65%. Ad Imperia si arriva a stento al 38%. Non differenziare al 65% comporta maggiori costi dovuti alle sanzioni statali e regionali (circa 220.000 euro) ed ai maggiori conferimenti in discarica (stimabili circa 675.000 euro). Sommate le due voci (220.000 + 675.000), si hanno maggiori costi per l’inefficienza del sistema stimabili in circa 895.000 euro) ossia circa il 10% del costo del servizio nel suo complesso”.  

Secondo Fossati: “L’affidamento diretto a Teknoservice, con ordinanza e senza gara,a circa 540.000,00 al mese, prevedeva inizialmente che, ove la raccolta differenziata non avesse raggiunto il livello di legge (65%) entro novembre 2015, i maggiori costi sopra evidenziati avrebbero dovuto far carico solo a Teknoservice.In tale quadro: se la differenziata fosse al 65%, i cittadini spenderebbero il 10% in meno;sebbene non si sia al 65%, i cittadini dovrebbero comunque spendere il 10% in meno, visto che i maggiori costi e le sanzioni dovrebbero far carico a Teknoservice, applicando le penali contrattuali.
Perché quindi la Tari non scende, ma sale? Un altro mistero imperiese?”, si chiede Fossati.

“In parte, si è infatti appreso che Capacci e soci hanno deciso di ridurre drasticamente le penali a Teknoservice e modificare l’ordinanza di affidamento del servizio, riducendo al 45% l’obiettivo assegnato alla ditta. Il risultato? Teknoservice non paga per nonaver raggiunto il 65% di differenziata, ma pagano i cittadini che, anziché veder ridotta la Tari del 10%, la vedono aumentata dell’1%. Questo quello deciso da Sindaco, PD, Azione Civica (ex Laboratorio per Imperia, ex NCD), Per Imperia (ex Imperia Cambia) e gruppo misto (ex Imperia Cambia ed ex candidato Sindaco per il Movimento 5 Stelle). Direi qualcosa di diverso da “qualche euro in più a testa””, conclude il consigliere di minoranza.

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