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Diano Marina, voto di scambio light le intercettazioni esaminate dal perito di Cogne

Si era occupato del delitto Lorenzi trascrivendo la telefonata della Franzoni al 118

Imperia. E’ stato affidato al perito Alberto Tarricone di trascrivere le telefonate intercettate dagli inquirenti nell’ambito del processo sul presunto voto di scambio “light” durante le elezioni a Diano Marina del 2011. Avrà tempo fino a metà giugno quando si terrà l’istruttoria con i testi del pm Alessandro Bogliolo: ispettore Toso, sovritendente Mortola, quindi Davide Carpano.

Tarricone si era giá occupato anche del delitto di Cogne trascrivendo la telefonata che Annamaria Franzoni fece al 118 nell’ambito del processo per l’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi.

 A processo vi sono il sindaco Giacomo Chiappori, il vicesindaco Cristiano Za Garibaldi, il consigliere comunale Bruno Manitta, allora assessore, e l’ex assessore Francesco Bregolin, oltre l’amministratore unico della municipalizzata Gm Spa, Domenico Surace, insieme con il padre Giovanni, e il commerciante Giovanni Sciglitano.

Nell’udienza precedente il giudice monocratico del tribunale di Imperia, Marina Aicardi (ora la causa è nelle mani della collega Alessia Ceccardi ndr), aveva respinto le eccezioni presentate dai difensori degli imputati che contestavano l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, in quanto effettuate in un procedimento per associazione a delinquere di stampo mafioso, poi archiviato.

Secondo la difesa le intercettazioni erano da considerarsi illegittime in quanto il procedimento per mafia prevedeva tempi diversi: per il voto di scambio “light” è di sei mesi più sei, mentre per l’ipotesi mafiosa è di 24; poi ci sono i decreti autorizzativi delle intercettazioni, che per l’ipotesi “light” hanno durata di 15 giorni (con eventuale richiesta di proroga), contro i 40 per l’ipotesi mafiosa. Gli avvocati della difesa hanno già fatto sapere che in caso di procedimento di appello riproporranno la stessa eccezione.

Chiappori è accusato dal pm Alessandro Bogliolo di avere chiesto voti per farsi eleggere primo cittadino promettendo in cambio favori dopo la vittoria.

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