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Ventimiglia, vescovo Suetta: “Sarebbe bello se le famiglie italiane accogliessero i minori stranieri” foto

Almeno 3mila i giovanissimi che hanno raggiunto da soli la città di confine: un fenomeno in crescita

Ventimiglia. Su 15mila stranieri che nel 2016 si sono rivolti al centro di ascolto della Caritas intemelia o sono stati ospitati presso la chiesa di Sant’Antonio delle Gianchette in via Tenda, il 20%, circa 3mila, erano minorenni. Sono questi i dati rivelati dal responsabile della Caritas intemelia Maurizio Marmo a margine dell’incontro “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce. Riflessioni sulla giornata mondiale del migrante e del rifugiato”, organizzato dal Lions Club Ventimiglia e dal Comune, che si è svolto questa sera all’interno della biblioteca Aprosiana.

“Si tratta di ragazzi con meno di 18 anni che viaggiano da soli”, ha dichiarato Marmo, “I più giovani hanno solo 12 o 13 anni e sono accompagnati, a volte, dai fratelli che ne hanno qualcuno in più: 14 o 15″. Sono proprio i giovanissimi a dover essere al centro del sistema di accoglienza, italiano e non solo, come ha ricordato il vescovo diocesano Antonio Suetta, ospite principale dell’incontro insieme alla dottoressa Beba Molinari, docente universitario e sociologa.

“L’iniziativa di oggi prende spunto dalla giornata mondiale del profugo e del rifugiato che abbiamo celebrato il 15 gennaio scorso e il tema di questo nostro incontro è quello di una riflessione un po’ più approfondita sul tema che il papa ha consegnato al mondo per questa giornata”, ha esordito il vescovo, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti.

“Il fenomeno della migrazione minorile è aumentato in maniera esponenziale in questo ultimo anno”, ha dichiarato Antonio Suetta, “Sono 28500 i minori che quest’anno sono sbarcati sulle nostre coste e di conseguenza questo è un fenomeno che ci tocca da vicino e alcuni segnali sono preoccupanti. Come ha ricordato giustamente papa Francesco, una maggiore attenzione la dobbiamo ai minori perché sono i più fragili e perché sono inermi ed è evidente soprattutto per quanto riguarda il fenomeno delle ragazze, fenomeno che conosce un incremento: se succede questo significa che c’è una forma di domanda che incentiva il loro viaggio al di là delle ragioni per cui sono costrette a partire dal loro paese. Questo deve farci recuperare un’attenzione maggiore e deve sollecitarci ad un impegno concreto, sia di comprensione del fenomeno che di tutela e accoglienza dei minori”.

E’ notizia di questa mattina, l’arresto da parte della Polizia di un presunto pedofilo che abusava di migranti minorenni in cambio di pochi spiccioli se non di qualche lattina di bibita. Un gesto, questo, condannato dal vescovo: “L’abuso dei minori è sempre un fatto gravissimo, disumano, ignobile in qualunque contesto e nei confronti di qualsiasi persona avvenga. Quando viene perpetrato nei confronti di chi vive una situazione di marginalità, di povertà e quindi di maggiore fragilità è, se possibile, ancora più grave”.

Proprio per preservare i giovanissimi migranti e accoglierli nel modo migliore possibile, monsignor Suetta ha auspicato un tipo di accoglienza diffusa all’interno delle famiglie italiane che volessero aprire le porte ai giovani stranieri: “Auspico che non siano accolti in strutture grandi, come istituti e quelli che un tempo erano orfanotrofi, ma che ci siano delle strutture più a misura di minore e quindi più a misura di famiglia. Sarebbe molto belle se le famiglie accogliessero i minori”. 

All’incontro hanno partecipato anche il prefetto Silvana Tizzano e l’assessore di Ventimiglia Vera Nesci, che ha portato i saluti da parte dell’amministrazione comunale.

 

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