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Ventimiglia: operazione interforza ferma pericoloso omicida ricercato in tutta Europa

Avrebbe dovuto scontare l’ergastolo

Ventimiglia. Mikhail Nekrich, 53enne russo ricercato per omicidio, è stato arrestato dai militari del raggruppamento Nord Ovest dell’esercito, comandati dal colonnello Francesco Paolo Clemente, e dagli agenti della polizia di frontiera, mentre a bordo di un fuori strada di targa tedesca stava oltrepassando il confine per raggiungere un gruppo di amici in un noto ristorante di Ventimiglia.

Accertamenti tramite il servizio Interpol hanno portato alla luce una condanna all’ergastolo emessa nei confronti di Nekrich che, tra il 2013 e il 2014, unitamente ad altre persone, aveva creato un’associazione criminale al fine di appropriarsi, in maniera fraudolenta, di beni immobili per oltre un milione di rubli russi appartenenti a Alexander Mineev, un milionario russo fondatore della catena di negozi Partiya. Per portare a termine il loro piano criminale, il 22 gennaio del 2014, a Korolev, nelle vicinanze di Mosca, Nekrich e i suoi complici avevano ucciso Mineev, colpendolo a morte con un fucile d’assalto AK mentre si trovava all’interno della sua Land Rover. Gli assassini si erano poi dati immediatamente alla fuga.

Ad insospettire militari e agenti, impegnati in un normale servizio di controllo alla frontiera di Ponte San Ludovico, è stato il nervosismo del 53enne, che continuava a lamentare il fatto di essere in ritardo all’appuntamento con gli amici. Appuntamento al quale non arriverà mai visto che ora si trova nelle carceri di Sanremo.

Il pericoloso latitante è stato dunque intercettato grazie ai controlli, disposti dal dirigente della polizia di frontiera Santacroce, che rientrano in un dispositivo messo in atto su tutti i punti della zona confinaria, intensificati soprattutto nei fine settimana e durante i periodi festivi e che vedono impiegati tanto gli operatori di polizia quanto il personale dell’esercito, in una sinergia che mette a frutto competenza ed esperienza. Tali servizi interessano quelli che un tempo erano i valichi di frontiera, ovvero da Ponte San Ludovico, San Luigi, autostrada e la stazione ferroviaria, non tralasciando però le zone meno frequentate ma parimenti strategiche quali Fanghetto e Olivetta e permettono quindi un controllo quasi capillare.

 

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