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Ventimiglia, giunta Ioculano “sotto processo” per la gestione dell’ecopremio: presentato esposto alla Corte dei Conti per presunto danno erariale

"Facendo il calcolo come indicato nel contratto, risulterebbe un danno erariale (nella migliore delle ipotesi per i contribuenti) di 370,791,29 euro"

Ventimiglia. Un esposto per presunto danno erariale è stato inviato lunedì 30 gennaio alla Corte dei Conti di Genova. Il documento, firmato a sei mani dai consiglieri di opposizione Giovanni Ballestra, Roberto Nazzari e Daniele Ventura, attacca la giunta Ioculano per la gestione dell’ecopremio, per il quale i cittadini sono stati chiamati a pagare in media il 10% in più di tassa sulla TARI rispetto allo scorso anno. In pratica, a detta dei sopracitati consiglieri, i ventimigliesi dovranno pagare una seconda volta qualcosa per cui avrebbero già pagato in passato. Un “doppione” che nasconderebbe un interrogativo ben preciso: “Dove sono finiti i soldi che erano stati stanziati per l’ecopremio? Chi li ha usati e per cosa?”.

I consiglieri hanno analizzato attentamente la voce di bilancio relativa alla TARI e “facendo il calcolo come indicato nel contratto, risulterebbe un danno erariale (nella migliore delle ipotesi per i contribuenti) di 370,791,29 euro oltre Iva”, dichiarano.

Ma vediamo i dettagli. “Ci siamo dovuti rivolgere alla Corte dei Conti per avere delle risposte chiare”, hanno dichiarato i tre consiglieri di opposizione, “Visto che la maggioranza continua a non darle, sia in questo caso che in molti altri. Come per AIGA. L’esposto è stato fatto a tutela dei cittadini e dei loro interessi, visto che noi riteniamo che subiscano un’ingiustizia in un momento di particolare crisi economica”.

“Si tratta di una questione inerente il Bilancio comunale”, ha spiegato Ballestra, “Sul quale abbiamo espresso le nostre perplessità già durante lo scorso consiglio comunale: parliamo dell’aumento della tassa dei rifiuti che noi ritenevamo già in quella sede inopportuno e non dovuto. Inopportuno perché va a mettere in difficoltà i cittadini proprio in un momento di crisi economica e non dovuto perché siamo in regime di proroga, per cui non ci sono stati investimenti tali da giustificare un aumento dei costi”.

Nel corso del consiglio comunale, l’assessore Franco Faraldi ha giustificato l’aumento della tassa “raccontando le favole”, dice sempre Ballestra, “Parlando di un debito nei confronti della ditta che gestiva e gestisce ancora il servizio di igiene urbana in città ereditato dalla passata amministrazione negli anni 2012/2013/2014”.

Su questo punto, l’opposizione vuole dire la sua “per fare chiarezza”. Dichiarano Nazzari, Ballestra e Ventura: “La quantificazione del debito è stata determinata nel 2015 dall’amministrazione comunale di Ioculano e non prima. Inoltre l’articolo 5 del capitolato d’appalto sulla gestione dei rifiuti dà una quantificazione e una spesa certa di quello che è il costo dello smaltimento dei rifiuti per tutti gli anni della durata dell’appalto: nell’articolo, infatti, si legge che al massimo il Comune avrebbe pagato per la quantità dei rifiuti conferiti nel 2008, quindi la determinazione certa della spesa è certa”.


“Siccome la TARI è un tributo che viene imposto ai cittadini sulla base di un piano finanziario di spesa determinato da diverse voci e per sua natura copre il 100% della spesa, siccome la copertura c’era (ecopremio compreso) e ampia negli anni cui fa riferimento Faraldi, noi non riusciamo a capire come la maggioranza, nel 2017, abbia votato un bilancio in cui è previsto un aumento delle bollette per coprire una spesa relativa ad anni per cui era già coperta”, si chiedono i tre consiglieri, “Dove sono andati a finire quei residui? Perché chiediamo ai cittadini due volte la tassazione per la stessa identica voce di spesa?”.

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