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Ventimiglia, auto rubata e ritrovata grazie al tam tam su Facebook

Marcello P: "Ringrazio tutte le persone che hanno contribuito a ritrovare la 500 di mia madre"

Ventimiglia. Una Fiat 500L del ’71 è stata rubata e poi ritrovata nella città di confine grazie al tam tam che si è creato su Facebook dopo che il figlio della proprietaria dell’auto, Marcello P., ha chiesto aiuto attraverso le pagine del noto social network.
“Mia mamma aveva posteggiato l’auto, come al solito, dietro casa mercoledi scorso”, ha dichiarato Marcello P., “La Cinquecento era chiusa a chiave e con tanto di ferma sterzo tra pedale, freno e volante: uno stratagemma che si è rilevato inutile”. Negli ultimi giorni, nessuno aveva utilizzato la monovolume ma quando lunedì mattina, la donna si è recata al parcheggio per utilizzare la propria vettura ha fatto la triste scoperta: dell’auto non c’era più traccia.

Dopo la formale denuncia alle forze dell’ordine, madre e figlio si sono messi alla ricerca della 500 blu, perlustrando le zone limitrofe alla propria abitazione e spingendosi anche nella vicina Francia, “ma non abbiamo trovato nulla”, ha spiegato Marcello, “L’auto sembrava sparita. Non risultava nemmeno essere finita in qualche sfascia-carrozze e nemmeno spostata da un carroattrezzi”. E allora perché non tentare il tutto per tutto chiedendo agli amici “virtuali” di Facebook? Detto fatto: Marcello P. ha pubblicato un post recante le indicazioni per rintracciare l’auto rubata: breve descrizione, modello, numero di targa. La sua richiesta di aiuto non è passata inosservata: in poco tempo l’appello, prima condiviso dai contatti di Marcello P, e poi finito sui gruppi Facebook dedicati alla città, come “Ventimiglia Libera”, è diventato virale.

Dopo qualche ora, Marcello ha ricevuto l’atteso quanto inaspettato messaggio: “Una signora mi ha scritto un messaggio privato utilizzando la chat di Facebook”, ha raccontato l’uomo, “Nel quale diceva che il padre aveva rilevato una macchina corrispondente al mio annuncio in un bosco sopra Ventimiglia, nelle vicinanze della sua tenuta e che aveva già allertato i carabinieri“.

Recatosi sul luogo del ritrovamento, Marcello ha potuto riappropriarsi dell’auto della madre: “Ringrazio tutte le persone che hanno condiviso il mio post e il signore che ha ritrovato l’auto”, ha dichiarato Marcello, “E’ stato gentilissimo”. L’uomo non ha accettato alcun tipo di ricompensa.

Tra cyberbullismo, diffamazione e circolazione di notizie false riportate da siti di bufale, Facebook è spesso tacciato come strumento dannoso: questo episodio, invece, insegna proprio il contrario. L’uso corretto dei social può davvero essere utile e dare la possibilità alle persone, anche a quelle che nel mondo reale non si conoscono, di fare qualcosa per gli altri.

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