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Tano, il “sarto dei cantanti”: “Lo spacco che feci per Valeria Marini è entrato nella storia del Festival” foto

I ricordi legati alla kermesse canora di Sebastiano Corso, il titolare della storica sartoria “Ago d’oro” di Sanremo

Sanremo. Erano gli anni d’oro del Festival, quelli immortali di Mike Bongiorno , Pippo Baudo e di un grande direttore artistico quale fu Gianni Ravera, e dietro le quinte del “Tempio della canzone” muoveva i suoi primi passi un giovane ma abilissimo sarto: Sebastiano Corso, da tutti conosciuto come “Tano”, il titolare della storica sartoria “Ago d’oro” di Sanremo, o meglio il “sarto dei cantanti”, come ci racconta.

Riviera24 - Tano, il sarto del Festival di Sanremo

“La mia storia con il Festival di Sanremo è iniziata tanti anni fa, c’era ancora Gianni Ravera. Da allora mi sono occupato degli abiti di molti cantanti, ospiti e presentatori. E molti sono anche gli aneddoti che potrei raccontare. Ricordo ad esempio l’edizione con Mike Bongiorno e Piero Chiambretti, quella in cui Chiambretti per quattro serate entrò sul palco dell’Ariston appeso a un filo e vestito da angelo. Fui io a realizzare la giacca bianca da lui indossata. Quello stesso anno Valeria Marini era la valletta e per catturare maggiormente l’attenzione su di lei, le cucii sull’abito scelto per un’entrata un laccio di nailon e un amo: mentre scese le scale lo spaccò si aprì, mostrando le sue bellissime gambe. Fu un successo”.

E cercando fra i ricordi, il sarto aggiunge: “Non potrei mai dimenticare l’edizione in cui Pippo Baudo volle tutta l’orchestra in frac. Commissionarono il lavoro a una ditta napoletana da cui si presero un bidone. Due giorni prima dell’inizio della kermesse arrivarono infatti i pacchi ma di 56 frac ne trovarono solamente 3-4: i restanti erano consueti abiti scuri da funerale in doppio petto. I costumisti mi cercarono, chiedendomi di salvare la situazione. Accettai, lavorai notte e dì per due giorni consecutivi. Alla fine riuscii nel compito assegnato, e dopo la prima serata del Festival mi telefonarono da Roma complimentandosi e ringraziandomi”.

Una grande soddisfazione, la stessa che “Tano” ha provato nel 1983 quando ricevette la nomina a Cavaliere del lavoro e soprattutto lo scorso anno “quando mi comunicarono che grazie ai miei interventi sugli abiti, Gli Stadio vinsero il premio Moda”. Riconoscimenti importanti, ai quali se ne aggiungono altri, tanti quanti i pass della Rai che la vetrina della sua sartoria mostra con orgoglio insieme ad autografi, articoli di giornali e indimenticabili scatti fotografici.

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