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Sei profughi (due pregiudicati) devastarono il commissariato di Ventimiglia, condannati a un anno e mezzo di reclusione

Tra i sei anche uno scafista e un pericoloso rapinatore

Ventimiglia. Il vetro di sicurezza di una porta blindata distrutto a calci e pugni. Attimi di violenza e resistenza contro gli agenti, intervenuti per ripristinare la calma. E’ successo qualche settimana fa al commissariato di polizia della città di confine. Protagonisti sei giovani nordafricani, tra i 23 e i 32 anni, tra i quali cinque algerini e un libico. Tra loro anche uno scafista, Achraf Soula, un pericoloso rapinatore, già arrestato nei mesi scorsi a Roma e un clandestino trovato con un coltello e pertanto denunciato per possesso ingiustificato di arma da taglio.

Questa mattina in tribunale a Imperia il giudice Anna Bonsignorio li ha condannati a due anni di reclusione. Solo per uno, Isam Beslam, visto anche il ruolo marginale nella vicenda, la pena è stata alleggerita a un anno ed ha lasciato il penitenziario. Tutti gli altri restano in carcere. Il processo è stato celebrato con la formula del rito abbreviato.

L’avvocato Tito Schivo ha chiesto l’assoluzione e in subordine le attenuanti generiche. Ad accompagnare i sei migranti a palazzo di giustizia un codazzo di diciotto agenti del nucleo traduzioni della polizia penitenziaria di Imperia e Sanremo.

La storia era iniziata dopo che i sei stranieri erano stati trovati dagli agenti in servizio nella città di frontiera privi dei regolari documenti per soggiornare in Italia e, per questo, portati nella commissariato, in attesa di essere trasferiti a Taranto.

Dopo cena, però, i sei immigrati sistemati nella cella di sicurezza del distaccamento di polizia di via Aprosio hanno iniziato a dare in escandescenza: erano volati pugni e calci. La porta blindata della stanza era stata seriamente danneggiata dalla furia dei nordafricani, che hanno devastato il locale cercando, forse, di trovare una via di fuga ed allontanarsi dal posto di polizia. A dare rinforzo ai colleghi, erano arrivati i carabinieri della prima brigata mobile “battaglione Lombardia” e i poliziotti di Nuoro aggregati a Ventimiglia. Tutti e sei i nordafricani, pertanto, erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. All’interprete hanno raccontato di essere stati picchiati dalla polizia e di non aver potuto chiamare i familiari a casa. Versione scartata nel processo proprio perchè procedendo col rito abbrevviato non sono stati ascoltati i testimoni. Il legale presenterá ricorso in appello.

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