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#sanremo2017, sul palco dell’Ariston Gaetano Moscato: ha perso la gamba per salvare i nipoti nell’attentato a Nizza

Filippo: "Vorrei che nonno tornasse alla normalità, a fare tutto quello che faceva prima"

Sanremo. E’ tornato in Riviera, anche se in quella italiana e non francese, Gaetano Moscato, 71 anni, il pensionato Olivetti di Chiaverano che lo scorso 14 luglio rimase coinvolto nell’attentato terroristico che sconvolse Nizza.
Dal palco di un teatro Ariston “blindato” dalle forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza di spettatori ed artisti, Gaetano Moscato ha raccontato la tragedia che lo ha colpito: nell’attentato sulla “Promenade des Anglais” che ha ferito per sempre il cuore di Nizza, il 71enne ha perso una gamba ma ha salvato la vita dei suoi due nipoti.

“Nonno coraggio”, lo ha definito la stampa, ma a lui questa etichetta non piace molto. E’ Maria De Filippi a raccontare l’incubo di Nizza: “Con la coda nell’occhio, Moscato vede un camion bianco che procede ad alta velocità. Vede che questo camion va a zig zag e comincia a travolgere la gente. Sono morte quella sera 85 persone. Centinaia i feriti. Si accorge che il camion sta per centrare i suoi nipoti che teneva mano nella mano e d’istinto li sposta. Il camion prende lui”.

“Il nonno è una persona forte, coraggiosa, molto simpatica”, dice Filippo, il nipote tredicenne che aiutò il nonno tamponandogli le ferite, chiamando l’ambulanza e cercando di incoraggiare l’anziano.

“E’ difficilissimo dimenticare”, dichiara l’uomo, emozionatissimo, “Ho trascorso un periodo in cui ho pensato che fosse una cosa passata e invece sta ritornando e trovo difficile, la notte, dormire”. Ma il “nonno coraggio”, nonostante il dolore di una ferita che lo ha privato per sempre dell’uso della gamba, non dimentica che in quel momento tragico a salvargli la vita è stato il nipotino, quel bambino che pochi istanti prima ha salvato dalla follia di un uomo: “Se ripenso a quei momenti quasi non posso credere alle cose che ha fatto questo ragazzino: è andato a cercare l’ambulanza, mi consolava”, dice con un filo di voce.

“Vorrei che nonno tornasse alla normalità, a fare tutto quello che faceva prima”: questo il desiderio di Filippo per il nonno, che tiene per mano, come quella sera, sulla promenade, quando passeggiava insieme a lui e alla sorella dopo lo spettacolo pirotecnico.

 

 

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