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#sanremo2017. Gli opinionisti di Riviera24: “La terza serata l’ha vinta la nonnina di 92 anni”

“Non sarà perché le canzoni di una volta erano migliori di quelle attuali?” Nota positiva: sul palco il coro ponentino Troubar Clair. E pigliamoci questa gloria!

Sanremo. “Non sono certo io ad aver notato che, ormai da anni, questo non è più il Festival della Canzone, ma il Festival dei Cantanti. Altrimenti non avrebbe senso una serata come quella di ieri incentrata su “cover” cioè canzoni altrui, ripescate, riciclate”. Freddy Colt apre la carrellata di considerazioni sulla terza serata del Festival di Sanremo, mettendo ancora una volta il dito nella piaga di una kermesse che per molti pare stia perdendo il suo appeal.  “Si vuol sentire come l’interprete, appunto, il cantante ripropone brani famosi di qualche anno fa, a volte anche vecchissimi. Si valuta dunque la capacità interpretativa, non bastando l’ascolto delle canzoni in gara, le quali – se fosse un vero Festival della Canzone – dovrebbero stare al centro dell’attenzione. Altra cosa che salta all’orecchio è che, per contro, l’importanza della materia prima – la canzone – in questa serata viene evidenziata, se persino Al Bano, e con lui tanti altri, risultano più convincenti nell’interpretazione della cover piuttosto che della propria canzone: non sarà perché le canzoni di una volta erano migliori di quelle attuali?! Fatti questi veloci rilievi, mi piace sottolineare una presenza locale che ho potuto apprezzare: insieme all’ospite Mika è apparso il coro Troubar Clair, una delle realtà storiche della musica ponentina. E pigliamoci questa gloria!”

Questa sera a conferma della mia teoria: le cover hanno fatto ricordare come era il Festival della Canzone fino a qualche anno fa. – prosegue Amedeo Grisi respirando sentimenti simili – Indubbie le qualità di tutti gli interpreti e qualcuno si è anche riscattato rispetto all’esibizione con il proprio brano. Parlando di mostri sacri della canzone italiana, un paragone vorrei farlo: Giorgia con l’ottima esibizione di ieri, tecnicamente “perfetta” e ricca di vocalizzi, ma che invece di emozionarmi, mi ha quasi infastidito … e Fiorella Mannoia, indiscutibilmente straordinaria, nel suo “semplice” modo di cantare con una timbrica e una profondità ineguagliabile mi ha fatto venire la pelle d’oca, per tanti motivi… con il brano di De Gregori “Sempre e per sempre”. Quanto conta quindi la tecnica rispetto a saper emozionare? Michele Zarrillo con la canzone “Se tu non torni”: gran voce, ma arrangiamento troppo melodioso che ha tolto la sensualità al brano. Marco Masini, per quanto fossimo abituati ad ascoltare la canzone cantata da Giorgio Faletti, non mi è dispiaciuto. Ermal Meta, bellissima voce e bella interpretazione di ‘Amara terra mia’. Mika, un grande show man: nonostante una piccola stonatura durante l’interpretazione dedicata a George Michael, col suo timbro particolare si è confermato un grande artista. LP, che ascolto da un po’ di tempo, dal vivo è stata straordinaria. In questa serata, ironicamente, la gara è stata vinta dalla signora di 92 anni, che ha cantato divinamente. Voto della serata: 8.”

Valutazioni tutto sommato benevoli arrivano da Katia Ferrante per cui “la terza serata ha puntato su una chiave d’apertura che esalta il sociale oltre che il tradizionale aspetto canoro. I bambini che suonano strumenti rinnovati hanno dato una sottolineatura agli aspetti importanti come il coraggio, l’amore i sogni  per i più deboli che nonostante tutto, vivendo in condizioni per lo più disagiate, possono continuare a sognare e amare la musica. Un messaggio forte di speranza che, in un momento come questo, andava sottolineato. Bianca Atzei è la conferma della femminilità, sia per la canzone che per la sua immagine esteriore: sempre elegante  e distinta, è ‘emozione’ quando il compagno Max Biagi guarda la sua esibizione. (Bella e brava voto 10). La  scelta degli ospiti di questa terza serata non è stata troppo interessante, anzi, (voto sotto zero). Molto probabilmente ci dovremo tenere pronti per le sorprese che ci attenderanno nelle due ultime serate. La comicità colpisce ancora questa volta. E’ è il caso del simpatico e vincente duetto  Luca e Paolo (voto 10) che si rivela una garanzia. Con la battuta pronta un po’ per tutti sanno tenere sempre alto l’interesse del pubblico. Lodovica Comello e le sue bolle blu: una riprova che molti artisti possono provenire dal mondo del web per poi sfondare  nella musica come d’altra parte è già successo in diversi casi nel panorama nazionale dello showbiz; ha dato l’impressione di vestire i panni di una Katy Perry molto femminile e sexy senza mostrare troppo inguine (voto9). Per essere la serata della Cover va citata l’interpretazione di una grande voce, Paola Turci, con ‘Un’Emozione da poco’ di Anna Oxa; azzeccato anche l’outfit con il completo giacca, scolatura in vista ma non troppo, e pantaloni dal taglio maschile da donna sicura (voto10+). Albano, come altri che vengono a Sanremo da diverso tempo, non sono più una novità, non portano un valore aggiunto ad un concorso canoro che attende freschezza e novità (voto = non mi pronuncio). Spazio alle modernità, ai giovani talenti, che possano trasmettere bei messaggi attraverso la musica”.

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