#sanremo2017. Gli opinionisti di Riviera24, Grisi:“Classifica ingiusta”

Ferrante: “Con tematiche molto varie, ha saputo essere ancora un grande Festival”

Sanremo.  Amedeo Grisi, uno degli opinionisti di Riviera24 per questa edizione festivaliera, la definisce una ‘classifica ingiusta‘. “Sappiamo che il festival con una classifica “ingiusta” fa comunque discutere e le canzoni belle hanno successo indipendentemente dall’ordine di arrivo. Così sarà anche quest’anno. Nonostante tutto è stato un Festival dagli ascolti elevati. Qualche anno fa, sicuramente Occidentali’s Karma di Gabbani sono sarebbe arrivata in finale. Ma nel 2017 ci sta. La vincitrice “ufficiosa” sicuramente è la Mannoia con una canzone fantastica. Sappiamo che il festival con una classifica “ingiusta” fa comunque discutere e le canzoni belle hanno successo indipendentemente dall’ordine di arrivo. Così sarà anche quest’anno. Grazie al Festival della Canzone si ha la possibilità di farsi vedere e sentire. Tra i Big abbiamo ascoltato cantanti che nemmeno sappiamo chi siano, ma che da ora per un periodo avranno sicuramente successo. Il Festival rimane una bomba mediatica. Zucchero grandioso per quello che è e che porta in tutto quanto il mondo. – prosegue Grisi E’ una buonissima bandiera italiana con il suo stile, che non è soltanto melodioso. Con la sua canzone “Miserere” e l’omaggio reso a Pavarotti mi ha fatto venire la pelle d’oca”.

Amaro in bocca anche per Freddy Colt: Sono andato a dormire quasi alle 2 del mattino, e con me tutti coloro che volevano conoscere chi avrebbe vinto questa edizione del Festivalone nazionale. Ma si può tirare così alle lunghe la serata conclusiva? Siamo tornati alla peggiore tradizione baudiana… senza avere Baudo, oltretutto! Oggi che le modalità di voto sono assai più veloci, dovrebbe essere tutto in tempo reale, senza bisogno di “allungare il brodo”… Pazienza! E poi il grande colpo di scena: la favorita della prim’ora, la rossa Fiorella, seconda sul podio, per lasciar trionfare un giovane con una canzoncina movimentata sì, ma piuttosto chiassosa e poco consistente. No, ecco, non sono felice per com’è finita: un brano bizzarro che dileggia l’oriente o l’occidente, che usa a sproposito parole di saggezza e di spiritualità, per giunta con il rafforzativo di un balletto odioso di un uomo travestito da scimmione. Ma dove siamo? Al villaggio turistico? Al veglione di Carnevale? Alla sagra della Bagna Cauda? La vincita affidata a Gabbani e la sconfitta di una gran signora della canzone come la Mannoia dimostra ancora di più, in queste gare della canzone, il fallimento della democrazia. Il giudizio finale affidato alla massa riserva spesso delle brutte sorprese, e questa ne è l’ennesima prova!”.

“La finale di questo 67° Festival ha decretato vincitore Francesco Gabbani con il suo “Occidentali’s Karma”. Sarà stata la sua originale coreografia sul palco dell’Ariston o il messaggio che vuole mandare con la sua musica. Fatto sta che ha meritato a pieno questa vittoria. – fa seguito la blogger Katia Ferrante Si apre così l’ultima serata festivaliera: con il gruppo composto da ragazzi disabili, e il super ospite internazionale Zucchero. Con la sua presenza e la sua comicità, Crozza finalmente è sul palco e non più unicamente in un collegamento.  Sul finale di serata arriva lui, Alvaro Soler, quello che piace a tutti per i suoi ritornelli estivi e chefa ballare il teatro Ariston con le sue hit più famose, tra cui “Sofia” e “El mismo sol”. Carlo Conti introduce la performance di Amara e Paolo Vallesi, la canzone “Pace”, con le parole di Papa Francesco  per mandare un messaggio forte  al grande pubblico festivaliero (voto 10). Conti consegna il premio a Rita Pavone per i suoi 55 anni di carriera, meritato trofeo  per la cantante che segna un’importante fetta del  panorama  musicale nazionale. Sul palco anche Emanuele Fasano, pianista di 21 anni che ha ottenuto grande successo e popolarità nel video in cui suonava il pianoforte collocato all’interno della stazione centrale di Milano e che, in seguito, ha firmato un contratto con la Sugar Music. La  scelta della varietà degli ospiti finalmente colpisce il grande pubblico. Non solo musica, quindi, ma sempre più show a 360 gradi, perché  il palco dell’Ariston è stato pronto ad accogliere un Carlo Cracco e Ubaldo Pantani, nell’imitazione di Massimo Giletti. Un palco pronto ad accogliere  e valorizzare  belle donne, buona musica. Ma è stato un palco caldo e sensibile allo stesso tempo che, pur citando temi sociali difficili, ha saputo fare buon spettacolo. Con tematiche molto varie fra loro, intervallate da comicità leggera o meno, ha saputo essere ancora un grande Festival”.