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#sanremo2017, Carlo Conti chiude in bellezza devolvendo parte del compenso ai terremotati foto

Maria De Filippi consegna l'oscar di Sanremo al suo compagno di viaggio

Sanremo. “Ho deciso di devolvere una parte del mio compenso ai terremotati siccome ho una fortuna incredibile che la vita mi ha dato, ho il dovere di aiutare i meno fortunati. Ho l’assegno con il netto di quello che ho guadagnato. Per me è un dovere, so cosa vuol dire fare fatica e non potersi comprare un paio di jeans. Vivo con serenità perché faccio le cose con passione e onestà. E’ bello quando non dici che fai un gesto di solidarietà, quando lo dici perde un po’ della sua forza, in questo caso sono stato costretto a dirlo, ma va bene così”.

Così commenta Carlo Conti il suo terzo Festival: il migliore tra i tre. Quest’edizione infatti chiude con un ascolto record per la serata finale: 12 milioni e 22 mila telespettatori con uno share del 58.41 per cento. E’ stato il migliore dal 2002. Ha battuto il record degli ultimi 15 anni.

“E’ stato un festival trasversale, lo share ha registrato dati sulle varie fasce d’età. Ha conquistato dalla licenza elementare all’università - commentano dalla Rai – Abbiamo confermato anche il target giovanile femminile tra i 15 e i 35 anni, che ha raggiunto uno share del 52.6, e quello tra i 15 e i 24 anni con uno share del 56.9″. “L’edizione come media è la migliore per share dal 2005 con il 50.7 e con 10. 848.239 di ascoltatori. Oltre quaranta milioni hanno visto il Festival anche solo di passaggio. E’ stato perciò il migliore Festival di Carlo Conti ed il migliore negli ultimi 12 anni. Ogni hanno è migliorato dal 48,6 per cento è arrivato al 50,7 per cento”. 

“Non mi sono preparata niente. Intanto grazie a voi, per me è importante quello che avete scritto, perché chi fa televisione guarda i dati ma poi legge i giornali. Sono anni che faccio televisione e a volte quando leggo qualcosa ancora mi arrabbio. Grazie perché avete rappresentato me stessa – esordisce Maria De Filippi commentando l’edizione 2017 del Festival ai giornalisti in Sala Stampa – Quando ho accettato di fare il Festival mi sono messa alla prova e ho tentato di fare qualcosa che era lontano da me. Mai avrei immaginato un tale risultato. Ho fatto un programma con Carlo e mi sono sentita come se fossi un frullatore. Dopo il primo giorno volevo andare a casa perché pensavo di non riuscire a sostenere il ritmo, poi ho capito il meccanismo”.

“Ringrazio la Rai, è formata da una squadra unita e con grande coesione, forse dovremo imparare quest’unione e coesione di intenti. I dati questa volta non li ho visti prima. Sono contentissima per Carlo, è stato un compagno generoso, si preoccupava per me e mi rassicurava, ci completavamo - continua Maria che consegna un oscar a forma di fiore al suo compagno di viaggio – Volevo dargli l’oscar di Sanremo. Come i Telegatti volevo dargli il suo Oscar, c’è l’ha solo lui non è stato replicato. Noi avevamo il Telegatto”.

“Per quanto riguarda le canzoni le ho sentite all’inizio durante le prove in parte. Pian piano alcune mi sono proprio entrate in testa, non mi sono piaciute tutte, però alcune le ho trovate belle. Trovo che la Mannoia sia stata coraggiosa a venire a Sanremo. Altri artisti dovrebbero venire come ha fatto lei. Ha scelto una cover non popolare, perché era la meno conosciuta, però è stata secondo me una scelta cosciente, ha scelto ciò che le piaceva - afferma la De Filippi – L’importante è che tu canti il tuo pezzo, dobbiamo iniziare a non avere paura, come si aveva per il Telegatto, che ad un certo punto si dava a tutti, anche agli ospiti perché si aveva paura che non sarebbero venuti se fossero stati avvisati. E’ un condizionamento che Sanremo non deve avere, in modo tale che un Gabbani possa vincere senza paura davanti ad una Mannoia. Ieri non mi sembrava turbata dal risultato. Tra le canzoni che mi sono piaciute di più vi è quella di Fiorella Mannoia, ho ballato Francesco Gabbani, mi è piaciuto molto Ermal Meta, mi è piaciuto Michele Bravi ed infine Fabrizio Moro”.

Il finale di ieri è stato il finale con i fuochi d’artificio di questi tre anni. Il racconto che avevo fatto all’inizio è stato esattamente come l’immaginavo - dice Carlo Carlo parlando del suo progetto – Un grande ringraziamento va a Giancarlo Leone che è stato fondamentale, un supporto, un fratello di percorso. E’ stato un progetto che è cresciuto in questi anni. Il senso del Festival era proprio quello che “Tutti Cantano Sanremo” e il fatto che sia riuscito a conquistare tutti è un grande risultato. Un grazie va ai ragazzi che hanno lavorato, ai compagni, alla regia, ai scenografi, agli autori, a mia moglie e a mio figlio, che ho visto poco ultimamente”.

“La mia canzone che era quella di Ron è stata eliminata. Auguro ai prossimi cantanti che la loro canzone non sia la mia preferita sennò saranno eliminati” - scherza Conti – “Musicalmente mi è piaciuto Al Bano che è stata eliminato, Giusy Ferreri che è stata eliminata, il duetto con Giulia Luzi che è stato eliminato. Mi è dispiaciuto per Masini. Mi sono piaciute però tutte le canzoni. Mi dispiace di più però per “L’ottava meraviglia” visto che con mia moglie l’avevamo scelta come canzone simbolo del Festival”.

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