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Sanremo: blocchi in cemento elementi permanenti dell’arredo urbano? Decisione attesa al tavolo per la sicurezza fotogallery

Il comune potrebbe prevedere barriere a scomparsa nelle zone nobili della città: via Matteotti, Casinò e Pian di Nave. Resta il punto scoperto dell'affollato mercato ambulante

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Sanremo. I blocchi di cemento antiterrorismo sono destinati a rimanere a lungo, entrando probabilmente a far parte in modo definitivo dell’arredo urbano. Sembra essere questa la soluzione verso la quale vanno gli incontri tra Prefettura, Questura e comune di Sanremo in merito al posizionamento dei blocchi anti intrusione installati in seguito all’emergenza terrorismo dopo i noti fatti di Nizza e Berlino.

Dopo Natale, dopo il Festival, la città dei fiori ospiterà il Corso fiorito che tradizionalmente attira decine di migliaia di persone, poi ci sarà la Milano Sanremo, il periodo di Pasqua e via dicendo fino alle manifestazioni estive e alla notte bianca che le conclude, poi le festività autunnali con i tradizionali ponti festivi e subito dietro di nuovo il Natale. Insomma, in una città nella quale si svolge quasi ogni mese un importante appuntamento turistico o sportivo sembra impossibile individuare periodi sufficientemente lunghi che giustifichino la rimozione e il riposizionamento dei blocchi, operazioni che costituiscono la parte economicamente più onerosa per il Comune: mentre un new jersey in cemento costa qualche centinaio di euro una tantum, la movimentazione complessiva dei blocchi costa ogni volta quasi una decina di migliaia di euro.

Del cosa fare si sta discuterà a breve al tavolo sulla sicurezza tra Comune, Prefettura e Questura convocato in vista del 12 marzo, quando si svolgerà il Corso fiorito, ma l’orientamento che sembra emergere è quello di lasciare, almeno nei punti nevralgici della città, i blocchi a tempo indeterminato in attesa di quel che sarà l’evoluzione della situazione internazionale e l’allarme terrorismo: ancora oggi infatti i servizi segreti hanno segnalato la possibilità di attentati da parte di “lupi solitari” dell’Isis in Italia e quindi nessuno intenderà abbassare la guardia sopratutto nella nostra provincia di frontiera.

Se questa sarà la scelta, il comune dovrà sicuramente studiare una forma esteticamente più in linea con l’arredo urbano. Oggi infatti le barriere, semplici blocchi di cemento esteticamente deteriorati in quanto provenienti dall’uso di cantiere e coperti in modo provvisorio da pannelli di plastica durante il Festival, sembrano abbandonate in attesa che il comune possa personalizzare quelli acquistati recentemente e ancora fermi nei depositi comunali.

Non è escluso che, se l’allarme dovesse permanere ancora per molto tempo, il comune possa propendere per strumenti di sbarramento a scomparsa da installare in modo definitivo nelle zone “nobili” e più esposte della città, come la zona pedonale di via Matteotti, la zona del casinò e del mercato ambulante, quest’ultimo vero punto debole delle attuali misure di sicurezza. Si tratta di una soluzione possibile ma sicuramente molto onerosa sotto il profilo della realizzazione e manutenzione.

Tutto questo non dovrà però condizionare il nostro modello di vita: la risposta migliore l’hanno data in questi giorni i cugini francesi, con il loro mese di febbraio interamente dedicato al Carnevale e alla Fète du Citron.

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