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Sanremo: da oggi più poteri a Sindaco e Questura ma Polizia locale sotto organico e senza tutele.

Daspo urbano: più poteri contro spaccio, occupazione abusiva immobili, abuso di alcol, accattonaggio, merci contraffatte. Ma la Polizia locale resta senza indennità in caso di aggressioni subite sul lavoro

Sanremo. Arriva per decreto legge un importante strumento per combattere la microcriminalità e il degrado urbano, ma rischia di restare solo sulla carta per mancanza di risorse adeguate per utilizzarlo. Parliamo dei maggiori poteri conferiti al sindaco in tema di sicurezza e del Daspo urbano, previsto nel decreto legge pubblicato in Gazzetta il 20 febbraio, dal titolo “Collaborazione interistituzionale per la promozione della sicurezza integrata e della sicurezza urbana”, che diventerà operativo dopo 60 giorni.

Con il decreto, il governo Gentiloni intende favorire più in generale il coordinamento tra centri istituzionali, fino ad oggi poco efficace, e affidare più potere ai sindaci rafforzando il potere di ordinanza dei primi cittadini su questioni di sicurezza e decoro urbano.

Tra le voci sulle quali i sindaci avranno maggior potere c’è l’occupazione abusiva di immobili, l’abuso di alcol consumato per strada, l’accattonaggio nei luoghi pubblici quando diventa pericoloso per la sicurezza dei passanti, una lotta più decisa alla vendita di merci contraffatte ma anche contro chi imbratta i muri che dovrà lavorare per la collettività fino a risarcire il danno. Dove non potrà arrivare il sindaco interverrà la Questura, con una sorta di cintura di sicurezza che potrà riguardare anche bar, ristoranti birrerie, locali aperti al pubblico: rispetto a questi luoghi infatti può adesso essere disposto dal questore un divieto di accesso che colpirà le persone condannate nel corso degli ultimi 3 anni per la vendita di sostanze stupefacenti per fatti commessi all’interno o nelle vicinanze di locali pubblici.

La sicurezza urbana viene considerata alla pari di un bene pubblico e dovrà essere tutelata da tutte le istituzioni in campo con un asse diretto tra sindaci e prefetti, come avviene per la gestione dell’immigrazione e la prevenzione contro le minacce antiterrorismo. Il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri sta studiando il decreto appena emesso per individuarne i punti di forza e le criticità in un Comune che vede funzionare il coordinamento con Questura e Prefettura in modo più efficiente che in altre realtà.

Ma qual è l’anello debole della catena? L’unico strumento che i sindaci hanno a disposizione per sfruttare i nuovi poteri derivanti dal decreto legge è la Polizia Locale, cioè i tradizionali vigili urbani, ed è quello l’anello debole.

A Sanremo in particolare il corpo di Polizia Municipale è sotto organico da anni. A breve tre agenti andranno in pensione e uno in mobilità, e ne resteranno in organico solo 60, venti dei quali impiegati negli uffici, altrettanti in mansioni varie e controlli sul territorio come abusi, cantieri, licenze e quant’altro. La “forza d’urto” su strada si riduce a meno di venti agenti per coprire tutti i turni giornalieri, comprese ferie, festività, malattie, permessi legati alla legge104, e assunzioni in vista non ce ne sono. Insomma, una forza troppo esigua già oggi per pensare di aggiungere altre incombenze.

A questo va aggiunto che gli agenti di polizia municipale non godono di tutele come la polizia di Stato, ma sono equiparati a normali dipendenti pubblici come l’impiegato che sta dietro alla scrivania di un ufficio. Per capirci, se venissero aggrediti e feriti durante lo svolgimento del servizio, da un punto di vista dell’indennità potrebbero solo rivalersi facendo causa all’aggressore, magari un irregolare clandestino che sparisce il giorno stesso.

Sul piano delle sinergie si scoprono cose curiose. Oggi un agente di Polizia locale che ferma una persona per controlli non può accedere direttamente alla banca dati del Ministero: deve chiamare il suo comando, che dovrà richiedere alla polizia di Stato l’accesso alla banca dati, sempre che in quel momento l’operatore di polizia non sia impegnato in altre mansioni.

Altra stranezza: la polizia locale paga annualmente una tassa per le frequenze usate per le ricetrasmittenti di servizio, tra i due e tremila euro all’anno. Un altra obolo lo paga per poter accedere al registro auto rubate dell’ANCITEL, una società di servizi per i comuni.

Insomma, al momento il decreto del governo più che conferire nuovi poteri sposta semplicemente alcune responsabilità sui sindaci: senza strumenti operativi adeguati il sindaco potrà fare qualche ordinanza in più e in teoria la polizia locale potrà dare un po’ più di fastidio a ubriaconi, venditori abusivi, piccoli spacciatori e writer, compiti per altro già svolti, con un effetto che andrà valutato nel tempo. Con buona pace dei cittadini che chiedono al governo più investimenti nel settore sicurezza.

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