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Sanremo città della musica e dell’arte grazie alla mostra “Parole Note” di Enrico Benetta fotogallery

Lungo le vie e le piazze della città si potranno ammirare le opere dell'artista durante la settimana del Festival

Sanremo. “Parole Note” è il titolo della mostra di Enrico Benetta che è stata inaugurata oggi pomeriggio nel Teatro dell’Opera del Casinò Municipale di Sanremo alla presenza del sindaco Alberto Biancheri, dell’assessore al Turismo Daniela Cassini, del direttore generale Giancarlo Prestinoni, del consigliere Cda Olmo Romeo e della curatrice Daniela Del Moro.

Parole Note, la conferenza stampa al Casinò di Sanremo

“Queste sono opere importanti, ma la cosa che davvero mi incuriosisce è come saranno distribuite nella nostra città. Per me è un percorso molto importante” – afferma il sindaco, Alberto Biancheri.

“Ci siamo ritrovati coinvolti in questa avventura nella quale abbiamo tentato, quest’anno in modo particolare tra gli eventi collaterali del festival, di fare un abbinamento insolito: arte e musica. La proposta di Enrico Benetta ne è la sintesi migliore” – afferma l’assessore Daniela Cassini.

Promotore della mostra la Galleria Fabrizio Russo di Roma da sempre a fianco dell’artista, curatrice Daniela Del Moro che nel descrivere l’idea progettuale della mostra dichiara: “Le anime senza misura, ovvero i grandi artisti posseduti dal sacro fuoco della creatività, essi sono l’immenso patrimonio che da sempre, e soprattutto nel
nostro meraviglioso Paese, accompagna il nostro vivere… Ma riconoscere l’opera, toccare la sua profondità espressiva non solo con lo sguardo, questo resta la vera condivisione emozionale che solo le Arti ci possono regalare.

Sia come detto, espressione scultorea pittorica, movimento del corpo o espressività sonora, tutto il grande lavoro di tanti artisti va preservato dando giusta visibilità e riqualificazione ad una qualità contemporanea per un sviluppo economico legato inevitabilmente ad un passato di tradizione e ricchezza di pensiero.

La città di Sanremo proprio di questa tradizione ne ha fatto simbolo indissolubile di riconoscibilità internazionale, punto di incontro di tanti artisti scegliendo la creatività sonora da oltre settant’anni. E allora Sanremo nella
mente di tanti adulti, ma anche dei giovani raccoglie ogni anno l’attenzione, la curiosità e le aspettative della più importante manifestazione musicale, culturale e sociale.

Ecco perché Sanremo diventa, allora, luogo perfetto per unire alle parole ed alle partiture musicali del grande Festival della canzone italiana, anche la presenza e l’emozione di un evento dove osservare le opere dell’artista Enrico Benetta, installazioni che oscillano tra sogno e visione per un percorso fra sculture ed installazioni create per dialogare con lettere e note su partiture che sembrano uscite dalla memoria e dallo stupore dell’infanzia.”

Dal 5 febbraio dunque chi si troverà a camminare nella città della musica, vedrà le opere di Benetta dialogare con le vie e con le piazze di Sanremo proprio durante il popolare festival: la grande clessidra bianca nell’atrio del Teatro Ariston, un violoncello di cinque metri in via Matteotti, quattro gigantesche sedie Tonè con i relativi leggii negli spazi davanti a Santa Tecla, gli archi, le note e le chiavi musicali davanti al Casinò. Infine uno struggente omaggio a Luigi Tenco, a 50 anni dalla sua tragica scomparsa: cinque gocce in acciaio mirror sospese al Club Tenco, dove gli artisti si ritroveranno per il Dopo festival.

“Per me l’uso delle lettere, tutte rigorosamente del carattere che preferisco, il Bodoni, è una ricerca continua di un equilibrio – spiega Enrico Benetta - Bodoni fu il primo a trovarlo tra caratteri e spazio: l’arte, infatti, è riempire una pagina con le parole giuste, in equilibrio. Mi piace ricreare le lettere e disporle secondo un ordine che deve ispirare serenità, eleganza, stile. Non sono un artista propenso al tormento dell’introspezione ma concettualmente penso che le lettere e le note musicali trasmettano un flusso che arriva dal cuore, che esprime sentimenti e serenità”.

Poesia visiva, dunque, la corrente a cui si ispira Benetta, che in dieci anni dal corten è passato all’acciaio e sperimenta sul vetro, con un percorso di crescita importante: “Vorrei che la mia arte suggerisse semplicemente la bellezza, l’eleganza, la naturalezza della condivisione emotiva”.

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